Da disonore a espediente Troppo facile fallire!

Di Roberto Von Flüe, Falò
Illustrazione con tre edifici (le ditte) la scritta fallita su uno di essi e mezzi e operai che si spostano tra le altre due

Lo schema è ripetibile: mentre una ditta sta per fallire, se ne crea un'altra che ne possa incamerarne i beni, lasciando alla precedente soltanto debiti.

RSI-SWI

Un tempo, essere il titolare di una ditta che falliva era considerato una vergogna. Da qualche anno, le cose sembrano cambiate: il fallimento è addirittura una possibile fonte di guadagno.

Lo schema è piuttosto semplice: quando si capisce che un’azienda sta per andare gambe all’aria, se ne crea una seconda che possa incamerare i beni della prima; poi si dichiara fallimento ma intanto le casse sono vuote e così i creditori restano a bocca asciutta.

La dimostrazione di quel che è successo spesso è chiara: la nuova azienda si trova sullo stesso terreno di quella vecchia e impiega gli stessi operai. 

Ma è possibile che non si possa combattere questo fenomeno? Quali sono i mezzi a disposizione?


L'inchiesta di Roberto Von Flüe è stata trasmessa il 14 giugno 2018 da FalòLink esterno, settimanale d'approfondimento della Radiotelevisione svizzera RSI.

Ospite in studio per commentare, il consigliere di Stato -direttore del Dipartimento delle Istituzioni del Canton Ticino- Norman Gobbi.

Fine della finestrella

Parole chiave