Coronavirus e anziani Più vicini col telefono, ma occhio alla truffa!

In Ticino, sono state segnalate numerose telefonate ingannevoli, ricevute soprattutto da persone anziane: secondo quanto riferisce martedì la Polizia cantonale, i chiamanti si spacciano per operatori sanitari che effettuano inchieste legate all'epidemia di Covid-19, con l'obiettivo finale di vendere prodotti o raccogliere informazioni. Ma il telefono, in questo periodo di isolamento, presenta di certo più pregi che rischi, come mostra un'iniziativa di Pro Senectute.

Vecchio cavo telefonico visto in controluce, si intravvede una finestra.

Per molti anziani è, in questo periodo, l'unico modo di mantenere i contatti sociali.

RSI-SWI

La truffa giunge da numeri che iniziano con 078, uno dei più comuni prefissi di cellulare in Svizzera. Sono telefonate di venditori che offrono prodotti naturali, millantandone  però proprietà curative o di prevenzione dal contagio.

La polizia raccomandaLink esterno di diffidare delle chiamate da sconosciuti, non dare informazioni sui propri contatti e indirizzi, interrompere la conversazione e contattare un parente di fiducia col quale verificare le informazioni.

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In una seconda modalità, gli interlocutori si presentano come operatori sanitari del 144 (il numero d'emergenza che si compone in Svizzera per chiamare l'ambulanza) e dicono di allestire un elenco di pazienti per effettuare dei tamponi con visita a domicilio. Inutile dire che il 144 non ha mai effettuato chiamate di questo tipo.


Intanto, Pro Senectute ha lanciato una campagnaLink esterno per far fronte all'isolamento delle persone anziane, costrette a passare sempre più tempo in casa da quando si è aggravata l'emergenza sanitaria in Svizzera. Per gli over 65 i contatti sociali sono estremamente importanti, sottolinea una nota, ancor di più ora che l'organizzazione a favore della terza età ha cancellato o drasticamente ridotto il suo programma di attività.

"Una telefonata può sollevare il morale": con questo slogan, Pro Senectute raccomanda a membri e volontari di dar vita a una catena telefonica "che funziona in base a un'idea semplice e ricorda il passaparola telefonico dei tempi di scuola": chiamarsi a turno l'un l'altro una volta alla settimana per sapere se tutto va bene e scambiarsi le ultime novità.

"Stiamo vivendo una situazione eccezionale: il coronavirus rappresenta un rischio enorme per gli anziani, quindi tutti noi abbiamo il dovere di collaborare per proteggere questa fascia della popolazione", ha detto il direttore Alain Huber. 

Un laptop aperto sul tavolo; sullo schermo una famiglia stilizzata; ogni membro utilizza un mezzo di comunicazione

Per questo, Pro Senectute offre dei corsi.

Keystone / Obs/pro Senectute

L'appello a mostrare solidarietà nella vita quotidiana, rivolto a tutta la popolazione, è stato rilanciato martedì da Eveline Widmer-Schlumpf, presidente della Fondazione Pro Senectute. L'ex consigliera federale si è anche rivolta agli anziani stessi: "rispettate le disposizioni federaliLink esterno e cantonali relative al coronavirus".

"È dura", aveva detto Huber sconsigliando loro di accudire i nipoti o ricevere visite, "ma una situazione eccezionale richiede misure eccezionali".




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