Scandalo pedinamenti Il CEO Tidjane Thiam lascia Credit Suisse

Al centro di dure critiche per lo scandalo dei pedinamenti, il CEO di Credit Suisse Tidjane Thiam ha presentato le sue dimissioni. L'amministratore delegato della seconda banca svizzera lascerà l'incarico e l'istituto il 14 febbraio. Gli succederà Thomas Gottstein, che guida attualmente la filiale elvetica del gruppo. È stato nominato giovedì nella riunione del CdA, che ha accettato all'unanimità le dimissioni di Thiam.

Uomo di colore, in abito formale, si allontana da un pulpito con la scritta Credit Suisse

Lascerà l'incarico e l'istituto dopo 4 anni e 8 mesi [immagine d'archivio].

Keystone / Walter Bieri

"Ho concordato con il Consiglio d'amministrazione che lascerò la banca", ha detto il manager franco-ivoriano, citato da una notaLink esterno venerdì. Allo stesso tempo, ha dichiarato di essere "orgoglioso di ciò che il team ha realizzato durante il mio mandato", precisando che Credit Suisse è stata trasformata con successo.

A essere pedinati furono l'ex capo della gestione patrimoniale Iqbal Khan e quello del personale Peter Goerke. Un'inchiesta penale è in corso e sulla vicenda indagaLink esterno anche la Finma (autorità di sorveglianza sui mercati finanziari), che vuole stabilire il ruolo avuto dagli organi interni. Il caso ha portato alle dimissioni del direttore operativo Pierre-Olivier Bouée e ha assunto contorni tragici: un detective privato a cui la banca aveva affidato il compito di sorveglianza si è tolto la vita.

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Thiam ha ripetuto di non essere a conoscenza "del pedinamento di due ex colleghi", vicenda che ha suscitato grande scalpore dallo scorso autunno. Riconosce però che questo abbia danneggiato la banca e portato incertezza e sofferenza. "Mi dispiace per quello che è successo, e non sarebbe mai dovuto accadere".

Concluderà il suo mandato il 14 febbraio: giusto il tempo di presentare il bilancio 2019.

Rohner resta al suo posto

Il Consiglio d'amministrazione ha intanto espresso piena fiducia al presidente Urs Rohner il quale, ha dichiarato il vicepresidente e lead independent director Severin Schwan, ha "guidato il CdA in modo lodevole durante questo periodo turbolento".

Il Consiglio, che si attende che Rohner rimanga in carica fino ad aprile 2021, si è espresso all'unanimità su questo e tutti gli altri punti.

La reazione dei mercati

La notizia dell'avvicendamento ha generato un'ondata di vendite di azioni di Credit Suisse venerdì alla Borsa svizzera, con il titolo della grande banca che nelle prime fasi del mattino è arrivato a perdere circa il 5%, per poi attestarsi su una flessione di circa il 3,5%. Benché il mercato fosse solo in lieve ribasso.

Gli analisti guardano con favore al nuovo CEO Thomas Gottstein: dirige la filiale elvetica dell'istituto dal 2016 e può contare su 30 anni di esperienza (i primi 10 a UBS, gli altri 20 al Credit Suisse). Ha studiato economia a Zurigo, terminando con il dottorato.

All'uscente Tidjane Thiam viene invece riconosciuto di aver reso il gruppo bancario più solido, attraverso due ricapitalizzazioni miliardarie, e di aver limitato l'impatto del rischioso comparto investment banking a favore dell'amministrazione patrimoniale per la clientela più ricca.

Gli azionisti non possono però anche non ricordare che durante il mandato di Thiam il valore del titolo Credit Suisse si è praticamente dimezzato. 

È verosimile che, una volta aggiunta la buonuscita, per i suoi 4 anni e 8 mesi di lavoro nel gruppo l'ex CEO avrà guadagnato oltre 70 milioni di franchi. Una delle retribuzioni più alte della storia svizzera.

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