salute pubblica Un nuovo caso di mucca pazza in Svizzera, "Nessun rischio"

Un nuovo caso di morbo della mucca pazza, il primo dall'ormai lontano 2012, è stato diagnosticato lo scorso mese in una fattoria del Canton Svitto.

Mucche sulla neve nella Svizzera Centrale.

Mucche sulla neve nella Svizzera Centrale.

Keystone / Gian Ehrenzeller


Ad aver manifestato la patologia è un esemplare femmina di 13 anni che è stato abbattuto in una fattoria di Einsiedeln. Ma si tratta, come hanno specificato le autorità, di una forma atipica di encefalopatia spongiforme bovina (BSE) originata da una mutazione genetica e per questo motivo non trasmissibile ad altri animali o all'uomo.

Per questo motivo l'episodio ha rilevanza eventualmente solo a fini statistici ma non per la salute pubblica. In proposito il veterinario cantonale Andreas Ewy ha spiegato che la mucca, già anziana e instabile sulle gambe, non poteva essere trasportata al mattatoio e i risultati delle analisi sui campioni prelevati del cervello, obbligatori sui capi abbattuti di oltre 4 anni, hanno rivelato la malattia.


In questo caso però la patologia non è riconducibile a un'infezione da mangimi ma, come detto, a fattori genetici.

Il primo episodio di "mucca pazza" nella Confederazione di BSE, che si era diffusa a causa dell'alimentazione dei bovini con farine animali, risale al 1990.

L'agente infettivo è una proteina modificata detta prione, che può albergare in questo tipo di mangimi, che colpisce i centri nervosi dell'animale. Questa proteina subisce una modificazione permanente della sua conformazione che provoca danni irreversibili nelle proteine presenti normalmente nelle cellule sane del cervello.

Ma se il fenomeno, essendo originato da mutazioni genetiche che possono verificarsi nel corso degli anni, non costituisce un pericolo per l'uomo e non sono quindi necessarie misure sanitarie particolari.

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