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Ritorno al futuro sul Monte Verità

Keystone

La collina sopra Ascona è conosciuta e ricordata a livello internazionale come la collina delle utopie, che sul Monte Verità avevano messo radici all'inizio del Novecento.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 luglio 2007 - 10:03

Oggi il Monte torna a rifiorire e, soprattutto, ad essere attraente per il pubblico, che sulla collina può respirare un'aria nuova e ritrovare sentieri forse perduti.

Parole come scoperta, solidarietà, ricerca interiore, bellezza, riflessione, giustizia, piaceri, mondi lontani e vicini, riti, tradizioni, contemplazione, gioia di vivere, spuntano sulla tenera erba del Monte come primule.

Progetti, inziative e relazioni si intrecciano come giunchi flessuosi cercando di ricucire un capo e l'altro del grande arazzo della memoria. E di riordinare le storie - le tante storie - del Monte Verità, ripartendo proprio dalla forza delle utopie e dagli ideali che in passato resero celebre il Monte, richiamando ad Ascona personalità di elevato spessore culturale, artistico ed intellettuale di fama internazionale.

Tra "turris eburnea" e sogni possibili

Dopo gli albori del Monte, dopo l'epoca dei "ballabiot" (danzatori nudi) guardati con sospetto un po' bigotto dalla gente di Ascona per le loro stranezze libertarie, dopo il florido periodo legato al Barone Eduard Freiherr von der Heydt - il grande collezionista d'arte che ha saputo dare lustro e fama a tutta la regione grazie alle sue iniziative culturali – il Monte Verità si era trasformato in una sorte di "turris eburnea".

Adibito nel 1989 a centro seminariale grazie alla collaborazione tra il Cantone Ticino e il Centro Stefano Franscini - che rappresenta i politecnici federali di Zurigo e Losanna – il Monte Verità era diventato la collina degli scienziati e di ricercatori di altissimo livello. Frattali, calcoli matematici, fisica quantistica avevano dato un'impronta molto cartesiana al Monte, che aveva così perso in parte la dimensione utopica.

Fondamentale per il progresso dell'umanità, e non solo per la forza delle ricerche e delle sperimentazioni, la scienza al Monte Verità ha sicuramente messo radici. Seminari e conferenze per esperti in provenienza da tutto il mondo, si susseguono regolarmente seguendo un nutrito calendario.

Ma accanto all'attività scientifica ed accademica, tornano a rifiorire altre iniziative, perché l'essere umano è fatto anche di emozioni, di sensi, di spirito, di sogni possibili e impossibili da rincorrere. Cuore e ragione, insomma, possono e devono convivere. Lo ha capito molto bene il direttore del Monte Verità, Claudio Rossetti, che da cinque anni gestisce l'intera struttura.

Il Progetto Luce per ripartire

"Siamo ripartiti con il progetto Luce – spiega il direttore a swissinfo – con l'idea ridare luminosità all'intera struttura, dall'albergo alla gastronomia, dalle attività culturali alla Fondazione. Con ordine e pazienza abbiamo messo mano agli aspetti fondamentali del Monte affinché torni a splendere, a irradiare di luce tutta la regione"

"Da quando ho raccolto questa sfida – continua Rossetti, un idealista per natura – uno degli obiettivi principali che volevo raggiungere era appunto quello di rendere il Monte Verità accessibile a tutti. Ai tempi della comunità di vegetariani, parlo quindi del 1900, gli asconesi guadavano verso la collina con circospezione. Oggi non è più così".

Nuove sale, nuova piscina, nuovi programmi culturali, nuova gastronomia – che si ispira ai principi della cucina naturale e creativa – costituiscono le trame per creare nuove occasioni di incontro ed accogliere chi ha voglia di riscoprire questo luogo carico di storia.

Bauhaus, un unicum europeo

Le tracce della storia sono ben tangibili, a cominciare dall'albergo in puro stile Bauhaus, che durante la Seconda guerra mondiale ospitò numerosi intellettuali e artisti del tempo, come Carl Gustav Jung, Karoly Kerényi, Erich Maria Remarque, Hermann Hesse, Filippo Franzoni, Marianne Werefkin, Alexej Jawlensky e molti altri.

Un patrimonio artistico e architettonico di cui il direttore va fiero. Non a caso il rilancio del Monte Verità passa anche attraverso la valorizzazione del passato rispettando lo spirito originario. Ed è in quest'ottica che vanno letti i recenti lavori di restauro e quelli che verranno.

"Ristrutturare le camere di un albergo è una cosa, restaurarle è ben diverso. Siamo riusciti a portare alla luce i colori originali delle camere, tutti diversi, come va di moda oggi. In Europa – spiega Rossetti - l'albergo del Monte Verità è l'unica struttura in stile Bauhaus accessibile al pubblico. E ne siamo orgogliosi".

La collina dei diritti umani

Da collina delle utopie, il Monte Verità è diventato da qualche tempo anche un punto di riferimento per i diritti umani, con la nascita di un vero e proprio Forum dedicato al tema.

"Tutto è iniziato l'11 settembre 2003. Abbiamo voluto celebrare la ricorrenza degli attentati alle Torri gemelle - sottolinea Rossetti - promuovendo un momento di riflessione sulla pace. Abbiamo invitato musicisti dei cinque continenti che si sono esibiti in un grande concerto per la pace".

Un'iniziativa che l'UNESCO ha ricompensato attribuendo al Monte Verità il palo della pace, come simbolo di un luogo aperto alla promozione dei dialogo fra i popoli. Si sono dunque create le premesse per compiere un passo in più, con la creazione di un Forum dei diritti umani che regolarmente organizza momenti di riflessione privilegiando la dimensione delle testimonianze.

La piantagione di tè più a sud... del mondo

Rispettando lo spirito dei primi abitanti del Monte, la collina delle utopie è rimasta un laboratorio di idee. Il Monte Verità si muove così lungo i meridiani che disegnano i percorsi delle vicende umane, in un continuo viaggio nella conoscenza, alla scoperta di nuovi approdi. La piantagione di tè verde, la più a sud del nostro emisfero, è un'altra di queste tappe.

Proprio qualche mese fa, il 27 maggio, ecco il primo raccolto di tè verde, frutto dei mille arbusti di "camelia sinensis" piantati due anni fa e che grazie al microclima del Monte Verità sono cresciuti rigogliosi. L'esperimento è stato così soddisfacente che si prevede di creare al Monte Verità il primo centro svizzero del tè verde.

Luogo dove tradizione e innovazione sono da sempre in simbiosi, il Monte Verità guarda dunque avanti, spinto dalla forza inesauribile, creativa e salutare delle utopie.

swissinfo, Françoise Gehring, Ascona

Luogo propizio

La storia narra che nel 1900 arrivò sul Monte dalla Germania un gruppo guidato dalla coppia Henri Oedenkoven e Ida Hofmann, alla ricerca di un terreno fertile dove impiantare una cooperativa individualistica vegetariana.

Le notizie dell'epoca già indicavano la zona di Locarno come propizia alla fondazione di nuove idee e stili di vita, grazie, soprattutto, alla fama dei soggiorni degli anarchici Michael Bakunin e Errico Malatesta e a nuovi indirizzi filosofici come la teosofia e l'antroposofia.

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il palo della pace

La cerimonia per la pace mondiale, promossa dalla World Peace Prayer Society, invita persone di ogni razza, credo e cultura a unirsi pregando con la preghiera universale per la pace.

Questa cerimonia dal 1985 è stata eseguita in tutto il mondo in differenti occasioni sia in ambito pubblico che privato. Il progetto Peace Pole consiste nel piantare una stele, quale simbolo di pace, in luoghi importanti e simbolici.

Il Monte Verità va ad aggiungersi ad una rete di luoghi importanti e prestigiosi quali Hiroshima, il palazzo dell'ONU, il Vaticano, le piramidi di Giza, il Polo Nord, Fatima, il carcere di Robben Island. Si tratta del primo Palo della pace in Ticino ed il secondo in Svizzera.

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Venezia-Monte Verità

Il vento delle novità e dello spirito ritrovato, non smette di accarezzare le chiome del Monte Verità. Il direttore Claudio Rossetti ha infatti annunciato che è in programma un gemmellaggio culturale con la città di Venezia, luogo dell'utopia realizzata. "Venezia ha manifestato il desiderio di collaborare con noi. E noi spalanchiamo le nostre porte".

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