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Regista ticinese premiato alla Biennale di Venezia

Con il suo documentario "Hugo en Afrique - Dans le labyrinthe africain de Hugo Pratt", il regista ticinese Stefano Knuchel ha vinto il premio Bisato d'oro alla Mostra del cinema di Venezia.

La giuria, presieduta dal critico e storico cinematografico Josef Schnelle, ha lodato la capacità del regista locarnese – 43 anni – di «raccontare un'idea di arte e di vita rispettandone il senso». A Knuchel è stata riconosciuta inoltre «l'onestà con la quale, per la prima volta al cinema, è stato affrontato il mondo fantastico del celebre saggista italiano e autore di fumetti, alla ricerca delle sue origini».

Hugo Pratt aveva un rapporto intenso con l'Africa, rimasto misterioso fino alla sua morte nel 1995. Grazie a documenti audiovisivi inediti e a un viaggio recente del regista, Hugo en Afrique racconta la storia d'amore segreta nata nel 1936, quando Pratt arriva in Etiopia con la sua famiglia. A soli dieci anni si ritrova immerso nel mondo fascista dell'Africa orientale italiana. I sei anni che vi trascorre segnano per sempre la sua vita e la sua opera nascente.

Nel suo cortometraggio, Stefano Knuchel presenta un'Africa «ripulita da ogni influenza religiosa e ideologica, pura come i suoi cieli e i suoi deserti». Un aspetto particolarmente apprezzato dalla giuria della critica indipendente che gli ha così attribuito il premio Bisato d'oro.

La Svizzera ha partecipato con tre pellicole alla 66esima Biennale del cinema di Venezia: Hugo en Afrique di Stefano Knuchel, Pepperminta di Pipilotti Rist e La Perceuse di Raja Amari.

swissinfo.ch e agenzie


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