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Biden-Putin: un vertice storico con pochi risultati concreti

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin al centro del presidente russo Vladimir Putin e di quello statunitense Joe Biden. Copyright 2021 The Associated Press. All Rights Reserved.

La stampa e numerosi media in Svizzera definiscono "storico" l'incontro di Ginevra tra Joe Biden e Vladimir Putin. Tuttavia, i risultati tangibili sono pochi e solo il tempo dirà se il vertice ha contribuito a migliorare le relazioni tra Stati Uniti e Russia.

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 giugno 2021 - 11:55

"Sole, una buona organizzazione e un po' di pace nel mondo: l'incontro dei potenti su suolo svizzero è stato un successo", scrive il Blick, secondo cui il vertice avrebbe anche potuto chiudersi con un fallimento. "Le aspettative erano basse, ma sono state soddisfatte. Questa è una buona notizia. Per il mondo e per la Svizzera", commenta il quotidiano svizzero-tedesco.

Stessa constatazione, seppure con meno entusiasmo, da parte della Neue Zürcher Zeitung (NZZ), per la quale l'incontro "non è stato una delusione, considerate le basse aspettative".

Il primo faccia a faccia tra i due statisti da quando Biden si è insediato alla Casa Bianca qualcosa di buono l'ha prodotto, analizza il Corriere del Ticino: "I leader delle due principali potenze nucleari mondiali hanno ricominciato a parlarsi. (…) Nonostante le mentalità estremamente diverse e gli interessi strategici contrastanti, il solo fatto che i due leader politici abbiano deciso di riavviare un dialogo, per quanto difficile, dopo mesi di crescenti tensioni tra Washington e Mosca, è un fatto estremamente importante".

"L’arma delle sanzioni economiche finora adottata da Washington e dagli alleati europei per punire le azioni più spregiudicate di Putin, come l’invasione della Crimea e il sostegno militare di Mosca alla secessione del Donbass, in Ucraina, non hanno portato i risultati sperati", sottolinea il quotidiano ticinese.

La diffidenza rimane

La Tribune de Genève nota come l'incontro nella città di Calvino abbia permesso di ristabilire il dialogo su dossier cruciali quali il disarmo strategico, i cyberattacchi, l'Iran e l'Afghanistan. Ciononostante, le differenze tra le due grandi potenze permangono, come hanno anche evidenziato le due conferenze stampa separate al termine dell'incontro, osserva il Tages-Anzeiger. "La diffidenza rimane grande", sottolinea anche la NZZ.

Per il portale watson.ch, il vertice tra Biden e Putin si è svolto in modo civile e ci sono stati dei riavvicinamenti. Tuttavia, su questioni importanti, "le differenze rimangono grandi". Putin ha bisogno dell'America come spauracchio e quindi è improbabile che le relazioni migliorino in modo significativo, prevede il sito d'informazione online.

Alla fine dei colloqui si è avuta la conferma che "tra i due leader politici su più punti vi sono visioni diametralmente opposte", ad esempio sull'Ucraina, rileva pure il Corriere del Ticino.

Unico risultato concreto è l'accordo per il ritorno degli ambasciatori nelle rispettive capitali. Si tratta della "svolta principale dei colloqui durati quasi cinque ore", scrive il Blick.

Incontro positivo soprattutto per Putin

Per la Tribune de Genève, l'incontro di mercoledì è stato positivo soprattutto per il presidente russo, in quanto "tutto il mondo è stato testimone del suo ritrovato statuto di grande dirigente". Vladimir Putin, scrive il giornale di Ginevra, "era alla ricerca di rispettabilità e l'ha trovata nel formato 'all'antica' dell'incontro bilaterale a Ginevra, luogo dei vertici della Guerra fredda dove la Russia è trattata su un piano di parità con gli Stati Uniti".

Soffermandosi sul significato della presenza del presidente americano nella Ginevra internazionale, Le Temps rammenta che il ritorno degli Stati Uniti al multilateralismo è ancora lontano. "L'incontro con Putin non ha nulla di multilaterale. Rappresenta un tentativo di pacificare una relazione bilaterale americano-russa in pessime condizioni. (…) Con il suo viaggio in Europa, Biden si riavvicina alla diplomazia. Ma si deve ancora attendere prima che si concretizzi un reale ritorno al multilateralismo dopo gli anni di Trump".

Al momento, i segnali non lasciano ben sperare, ritiene il giornale romando, facendo notare che nell'attuale lista degli ambasciatori che l'inquilino della Casa Bianca nominerà nei prossimi giorni manca il nome del futuro responsabile della missione degli Stati Uniti all'ONU di Ginevra, rimasto vacante dopo la partenza del trumpiano Andrew Bremberg. Per Le Temps, si tratta di "un'omissione preoccupante e controproducente".

Un successo per la Svizzera

Di sicuro, l'incontro ha permesso a Ginevra di essere sotto i riflettori del mondo per diversi giorni. "A livello internazionale, il Consiglio federale può registrare un successo" in quanto è riuscito a fare in modo che i due presidenti si parlassero faccia a faccia, nota la Aargauer Zeitung. La Svizzera, aggiunge, ha potuto rispolverare la sua reputazione di precursore diplomatico e presentare i suoi 'buoni uffici' tramite la copertura della stampa internazionale. Il vertice è stato seguito da 1'200 giornalisti di 44 nazioni.

La Svizzera si è assunta il rischio e ha avuto successo, sostiene anche il Blick, che sottolinea il "grande ruolo" di un "piccolo Paese" nella diplomazia internazionale.

Disgelo duraturo?

Le prossime settimane o i prossimi mesi diranno se l'incontro di Ginevra ha contribuito alla distensione delle relazioni russo-americane, scrive la NZZ. Anche per il Corriere del Ticino "si tratterà ora di vedere se dopo l'apparente disgelo, le due superpotenze troveranno la maniera per convivere in modo sostanzialmente pacifico, nonostante le numerose divergenze di vedute e principi".

Di sicuro, sostiene la NZZ, dopo l'incontro di Ginevra il rischio di un'escalation della crisi tra Russia e Stati Uniti non è diventato più grande.

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