rapporti ue-gb Accordo in zona Cesarini sulla Brexit

Boris Johnson e Jean-Claude Juncker.

Boris Johnson e Jean-Claude Juncker nell'incontro a Lussemburgo dello scorso 16 settembre.

Keystone


Le delegazioni europea e britannica hanno raggiunto un'intesa in extremis, dopo intense trattative che si protraevano da mercoledì, sull'uscita regolamentata del Regno Unito dall'Unione europea.

L'accordo sembrava a portata di mano, dopo la recente accelerazione impressa da Londra, ma a frenare gli entusiasmi fino all'ultimo c'era la ferma opposizione degli unionisti nordirlandesi del Dup, riguardante in particolare la riscossione dell'Iva, che comunque hanno mantenuto le loro riserve.


"Abbiamo un grande nuovo accordo che ci restituirà il controllo" del nostro paese, ha scritto su Twitter il premier inglese Boris Johnson che ha invitato il parlamento, che si riunirà in seduta straordinaria sabato, ad approvarlo. Ora il Regno Unito, ha continuato il leader conservatore, che è atteso nel pomeriggio al Consiglio europeo a Bruxelles, è in grado di "muoversi per affrontare le altre sue priorità, come il costo della vita, la sanità pubblica, la criminalità violenta e l'ambiente".

Da parte sua il presidente uscente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha sostenuto che l'intesa "è bilanciata ed equa per l'Unione europea e il Regno Unito e testimonia il nostro impegno a trovare soluzioni". In proposito il caponegoziatore europeo Michel Barnier, che crede nella possibilità di una ratifica dell'intesa entro il termine previsto del 31 ottobre, ha precisato riguardo alla controversa questione del "backstop" che l'Irlanda del Nord "resterà il punto d'accesso del mercato unico europeo", "non ci sarà nessun controllo doganale o amministrativo" tra Dublino e Belfast ma "l'Irlanda del Nord resterà nell'unione doganale britannica". Al posto del backstop, ha in proposito precisato Boris Johnson, ci sarà un meccanismo a tempo a garanzia del confine aperto irlandese, cui potrà porre fine dopo 4 anni il parlamento nordirlandese con un voto a maggioranza assoluta.

Il periodo di transizione, ha aggiunto Barnier, durerà fino alla fine del 2020 o uno o due anni in più, se Londra e Bruxelles si accorderanno su questo punto. Gran parte del contenuto del nuovo patto, ha sottolineato sempre il capodelegazione francese, "è quello già presentato nel 2018": le novità riguardano l'isola irlandese e la dichiarazione politica.


Il percorso della Brexit non appare però scontato: il leader laburista Jeremy Corbyn, che ha ribadito la necessità di un secondo referendum sulla Brexit, ha infatti invitato i deputati britannici a rigettare l'accordo con l'Ue, al quale si oppone anche il partito nord-irlandese Dup che a Westminster sostiene la teorica maggioranza conservatrice.

Dall'altra parte della Manica spetterà invece all'Europarlamento pronunciarsi, prima della ratifica giuridica e formale da parte del Consiglio europeo. 

Sul piano politico l'accordo ha già ottenuto l'approvazione dei 27, ha annunciato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ribadendo però che "oggi resta un giorno triste" e che se Londra vorrà tornare nell'UE, "la nostra porta sarà sempre aperta". 

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