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Radovan Karadzic nelle mani della giustizia

L'ex leader dei serbi di Bosnia, ricercato da 13 anni per crimini di guerra e genocidio, è stato catturato lunedì sera in una imprecisata località della Serbia.

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 luglio 2008 - 08:11

Radovan Karadzic, arrestato dai servizi segreti serbi e detenuto a Belgrado in vista dell'estradizione all'Aia, è ritenuto uno dei principali responsabili della strage di Srebrenica del 1995, durante la quale furono massacrati 8'000 musulmani di Bosnia, e dell'assedio di Sarajevo, durato 43 mesi e costato la vita a 12'000 persone.

Latitante da circa 13 anni, dovrà rispondere delle accuse di genocidio, crimini di guerra e contro l'umanità davanti al Tribunale internazionale dell'Aia per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia.

Con l'arresto di Karadzic, sono ormai solo due le persone ancora in fuga messe sotto accusa dal TPI: il generale Ratko Mladic e l'ex presidente della repubblica serba autoproclamata di Krajina Goran Hadzic.

La cattura di Karadzic, accolta con grande soddisfazione da gran parte della comunità internazionale e dai rappresentanti delle vittime, è avvenuta a poche settimane dall'insediamento del nuovo governo serbo filo-europeo guidato dal presidente Boris Tadic e dal premier Mirko Cvetkovic.

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