turismo e pandemia Sci, i cantoni procedono in ordine sparso

Stazione sciistica ai piedi del Cervino a Zermatt
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Non c'è unità di intenti trai cantoni sulla controversa questione delle stazioni invernali durante le festività di fine anno.

Dalla presa di posizione del Consiglio federale di venerdì - che dopo aver annunciato la chiusura di ristoranti, musei e attività sportive al coperto per un mese in Svizzera, ha ribadito la competenza cantonale in materia - si sono moltiplicati gli annunci di chiusure degli impianti di risalita.

Nei sei cantoni della Svizzera Centrale e a Zurigo, San Gallo e Appenzello Interno, dove al momento le piste sono agibili, è stato decretato l'imminente stop dello sci alpino. I governi locali interessati hanno fatto sapere che le condizioni poste da Berna (evoluzione epidemiologica e capacità ospedaliere) non consentono per il momento di praticare questa disciplina sportiva.

In queste regioni sciovie e seggiovie resteranno quindi ferme da martedì per una settimana o a tempo indeterminato, a seconda della località (in Obvaldo e Appenzelo Interno saranno operative le funivie per gli escursionisti).

Ma nelle località elvetiche più rinomate a livello internazionale, dove comunque dal 22 dicembre bar, ristoranti e attività ricreative saranno chiusi, sembra che le piste resteranno in funzione: in questi termini si sono già espresse le autorità vallesane mentre nei Grigioni, che sono in diretta concorrenza con la vicina Austria dove gli impianti sono aperti (nonostante il lockdown), sarà presa una decisione lunedì prossimo. Anche in Ticino le strutture turistiche invernali resteranno aperte.

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