turismo e pandemia Covid, verso la chiusura dei ristoranti nei Grigioni

Tavoli apparecchiati in un ristorante chiuso.
Keystone / Peter Klaunzer

Mentre in Svizzera alcuni parlamentari delle regioni alpine vicini agli ambienti economici si mobilitano per scongiurare restrizioni al turismo invernale durante le vacanze di fine anno, il Canton Grigioni gioca d'anticipo per evitare che un peggioramento della situazione epidemiologica possa compromettere la stagione.

Il governo retico, secondo indiscrezioni rimbalzate sui media, si appresta nelle prossime ore a chiudere tutti i bar e ristoranti dalle 23 di venerdì. Per due settimane saranno consentiti solo la consegna a domicilio di pasti e il take-away fino alle 22. La ristorazione agli ospiti degli alberghi potrà essere effettuata solo in camera.

Per venire incontro agli esercenti sono previsti risarcimenti con le prestazioni contemplate dall'istituto del lavoro ridotto (cassa integrazione), con alcune agevolazioni: il diritto maturerà infatti senza il termine legale dei dieci giorni.

Dati non troppo tranquillizzanti

Le autorità di Coira, che non hanno voluto anticipare i contenuti della loro comunicazione di venerdì, vogliono così cautelarsi da un'impennata dei contagi che potrebbe mettere a rischio l'attività dei comprensori sciistici grigionesi - apprezzati internazionalmente, anche da molti appassionati delle discipline invernali italiani – durante le prossime feste.

A preoccupare è il numero ancora relativamente elevato di nuove infezioni di coronavirus nel cantone confinante con la Valtellina (e l'Alto Adige), che mantiene un tasso di riproduzione Rt all'1,02, il quarto nella Confederazione. Alla luce di questa evoluzione non mancano però le critiche sui presunti ritardi con cui i responsabili cantonali hanno deciso una nuova stretta, a poche settimane dalle vacanze natalizie.

Il servizio del TG:

Il Nazionale contrario a ulteriori restrizioni

Intanto, sempre sulle discusse aperture degli impianti sciistici che fanno discutere tutta l'Europa giovedì c'è da registrare la presa di posizione del Consiglio Nazionale, che ha accolto una dichiarazione, di carattere non vincolante, della commissione economia e tributi con cui si chiede al governo federale di non inasprire le misure anti-Covid nelle regioni di montagna.

Nei comprensori sciistici, osservano i rappresentanti della Camera bassa, sono già stati effettuati investimenti per il rispetto dei protocolli contro la pandemia. Ma il Dipartimento federale dell'interno, secondo quanto emerge da alcune anticipazioni, sarebbe intenzionato a ridurre all'80 per cento la capacità di funivie e cabinovie. Un'ipotesi invisa a numerosi deputati federali secondo i quali c'è in gioco la sopravvivenza degli operatori turistici, come riporta il Telegiornale della RSI:

tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 3.12.2020)

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