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Svizzera, più inchieste su presunti fondamentalisti

Nelle ultime settimane, il Ministero pubblico della Confederazione ha aperto una dozzina di nuovi incarti; 33 i procedimenti in corso

Anche in Svizzera il terrorismo tiene in allerta le autorità giudiziarie: nelle ultime settimane, il ministero pubblico della Confederazione ha avviato una dozzina di nuovi procedimenti nei confronti di presunti simpatizzanti di organizzazioni terroristiche islamiche.

Stando al procuratore generale Michael Lauber, intervistato dalla NZZ am Sonntag, le inchieste in corso sono complessivamente 33.

L'apertura di nuovi incarti non ha tuttavia, almeno per ora, portato a nuovi arresti. Lauber sottolinea che non si sono verificati casi gravi come quello della cellula dell'Isis smantellata nel marzo dello scorso anno nel canton Sciaffusa. I tre iracheni coinvolti sono gli unici incarcerati finora.

Gli ultimi casi riguardano principalmente il sostegno a gruppi che organizzano i cosiddetti viaggi della jihad verso Siria, Iraq, Afghanistan, Pakistan e Somalia. Nel mirino, anche la propaganda dello Stato islamico in Internet.

Particolare curioso: il rapido incremento delle inchieste è dovuto alle informazioni fornite dalla popolazione.

Il procuratore generale della Confederazione sottolinea che è decisa l'apertura sistematica di un fascicolo anche in caso di dubbio, poiché quando si tratta di ipotesi di reato legate al terrorismo, sostiene, i mezzi forniti dalla legge vanno sfruttati al massimo.

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