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Medici senza frontiere: le emozioni dietro al bisturi

La dott.ssa Julia Schürch ci racconta cosa vede e prova quando è in missione. Cosa la spinge a rischiare la vita per aiutare gli altri.

Una volta, in Africa, era l'unico medico in un campo di ca. 120'000 profughi. Eppure ce lo racconta con il sorriso sulle labbra di chi è fiero del proprio lavoro e di chi non si spaventa o scoraggia mai davanti a situazioni estreme.

Julia Schürch, medico anestesista, collabora da anni con Medici senza frontiere e Croce Rossa Svizzera come medico d'urgenza. L'abbiamo incontrata a Lugano, dove lavora attualmente, per farci raccontare la sua storia e le sue esperienze vissute in prima linea in diversi Paesi come Filippine, Haiti, Sud Sudan, Congo, Afghanistan e tanti altri.

Il suo sogno era quello di lavorare per medici senza frontiere, lo aveva deciso durante una conferenza ai tempi dell'università. Una vocazione che ha sentito profondamente proprio per poter restituire, a chi non ce l'ha, ciò che la vita le ha donato: salute, sicurezza e serenità. E il suo sogno lo ha realizzato.

La dottoressa Schürch ci racconta anche quello che spesso non si conosce o non si sa in merito alle organizzazioni internazionali umanitarie, ad esempio che il 90% delle persone attive nelle strutture di emergenza è gente locale, che viene formata per dare supporto al team.

Medici senza frontiere ha molti scopi oltre a quelli di curare malati e malattie. E' organizzata per dare supporto psicologico in caso di catastrofi e guerre, fa prevenzione donando materiale per cucinare e per lavarsi e trasmette un know how direttamente a chi poi lo dovrà applicare sul posto.

Per saperne di più:

Medici senza frontiera SvizzeraLink esterno

Medici senza frontiera ItaliaLink esterno

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