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Lex Weber, in Vallese, un sistema per aggirarla?

chalet a zermatt con il cervino sullo sfondo
La Lex Weber vuole contrastare la speculazione immobiliare nelle località turistiche. Keystone / Christian Beutler

Acquistare appartamenti con il modello della proprietà per piani e l’obbligo di affittarli: un’opzione che consentirebbe di eludere la normativa sulle residenze secondarie.

Chi ambisce a uno chalet, o a un appartamento in alcune regioni di montagna, deve ormai da anni fare i conti con la Lex Weber e il conseguente limite del 20% per le residenze secondarie. In Vallese però sembra farsi strada un modello alternativo di abitazioni che consente, se così si può dire, di aggirare la legge. 

Ma come funziona questo modello? Anziché comprare un’abitazione come residenza secondaria, si acquista un appartamento con il modello della proprietà per piani, con l’obbligo di affittarlo: in questo caso, quindi, non si ha a che fare con una residenza secondaria, ma con una struttura turistica. I proprietari, inoltre, hanno l’obbligo di non personalizzare troppo gli interni e di non lasciarvi i propri oggetti personali: i locali devono sembrare delle stanze d’albergo o Airbnb. La possibilità, per gli stessi proprietari, di usufruire delle abitazioni è quindi limitata: in alta stagione, ad esempio, per 3 settimane al massimo.

In che misura si può parlare di un espediente volto ad aggirare la Lex Weber? Per Alexandre Castillon, dirigente di un gruppo immobiliare che propone una settantina di appartamenti di questo tipo nella Val d’Anniviers, è inimmaginabile che i proprietari usino gli appartamenti come case secondarie. “Nel complesso abbiamo delle infrastrutture alberghiere, o delle piscine, dei ristoranti, delle SPA”, ha dichiarato ai microfoni della Radiotelevisione della Svozzera romanda RTS, sottolineando che tutto ciò ha un costo: spese, insomma, che i proprietari non possono permettersi, se non mettono gli appartamenti in affitto.

Lo stesso gruppo ha già altri progetti simili nella stessa regione e si trovano stabili, probabilmente con la stessa configurazione, anche a Crans-Montana e a Hérémence. Resta il fatto che in altre località questo genere di abitazioni ha già fatto discutere: un progetto simile a Wengen, nel canton Berna, è attualmente contestato dalla Fondazione Franz Weber. E il problema, rilevato dal domenicale svizzero-tedesco NZZ am Sonntag, è che alcuni proprietari hanno il diritto di soggiornarvi fino a 35 settimane all’anno.

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