governo svizzero Olocausto, "l'instabilità favorisce le tendenze estremiste"

Il campo di sterminio di Auschwitz

Il campo di sterminio di Auschwitz

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Mentre la quota di negazionisti tende ad aumentare in tutta Europa, si moltiplicano le iniziative e le dichiarazioni pubbliche per ricordare lo sterminio degli ebrei (ma anche di disabili, omosessuali, dissidenti e rom) per mano dei nazisti, in occasione della giornata della memoria.

Settantasei anni fa, esattamente il 27 gennaio 1945, le truppe dell'Armata Rossa varcarono i cancelli di Auschwitz, campo di concentramento assurto a simbolo degli orrori perpetrati dal Terzo Reich, liberando i pochi ebrei sopravvissuti, in condizioni indicibili, alla mattanza nazista.  

Una tragedia dalla quale non siamo del tutto al riparo anche oggi, ha sottolineatoLink esterno il presidente della Confederazione Guy Parmelin. "Ogni periodo di instabilità favorisce tendenze estremiste e pulsioni malsane, (…) basta uno sguardo all'attualità internazionale per convincersene", ha scritto il consigliere federale.

La crisi sanitaria in corso, continua il messaggio governativo, "non deve tuttavia farci dimenticare ciò su cui la nostra società fonda pace e coesione: lo spirito di apertura, il senso del dialogo e l’espressione del rispetto".

La Svizzera "oggi, come in passato", condanna fermamente ogni forma di antisemitismo, discriminazione e razzismo ed è pioniera nel campo della prevenzione di questi fenomeni, sottolinea il responsabile del Dipartimento federale di economia (Defr), avendo istituito alcuni anni fa la "Global Action against Mass Atrocity Crimes", ossia l'azione globale contro i crimini legati alle atrocità di massa: una rete che raggruppa rappresentanti degli Stati, esperti e rappresentanti della società civile di tutti i continenti.


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