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Ginevra, studentessa e assassino forse si conoscevano

Gli investigatori cercano un uomo sui trent'anni, alto 1 e 90; potrebbe trattarsi di un senegalese che ha lasciato l'Italia nel 2014

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 aprile 2016 - 20:54

C'è forse una svolta nelle indagini sulla morte della 29enne studentessa italiana, uccisa lunedì notte a Ginevra mentre stava tornando a casa.

Secondo fonti investigative italiane, l'assassino potrebbe essere un senegalese, sposato, che ha lasciato l'Italia nel 2014 dopo essere stato denunciato per maltrattamenti dalla moglie.

Sembra infine che la ragazza conoscesse il proprio assassino e che quindi non si sia trattato, come scritto inizialmente dalla stampa romanda, di una rapina.

Lo dimostrerebbe il fatto che sul luogo del delitto sono stati ritrovati sia lo zainetto sia il portafogli della ragazza.

Inoltre, un'amica della studentessa avrebbe informato la polizia ginevrina che, poco prima dell'accaduto, un uomo di origini africane avrebbe insistentemente suonato il campanello dove abitava la 29enne.

Un identikit che corrisponderebbe a quello dell'assassino di cui per il momento si sono perse le tracce. Tanto che la polizia ginevrina ha invitato eventuali testimoni a contattarla per aiutare le indagini.

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