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Genocidio armeno, Svizzera condannata a Strasburgo

La sanzione emessa contro il negazionista turco Dogu Perinçek lede, a giudizio dei giudici europei, la libertà di espressione

La corte di Strasburgo ha confermato la condanna emessa nel 2013 ai danni della Svizzera per violazione della libertà d'espressione nel caso Perinçek, riguardante il nazionalista turco multato per aver negato il genocidio armeno del 1915.

Il leader 73enne del Partito dei lavoratori della Turchia, che aveva definito nel corso di alcune conferenze in Svizzera "menzogna internazionale" lo sterminio degli armeni, era stato condannato a una pena pecuniaria di 3'000 franchi da tre corti di tutti i gradi nella Confederazione per violazione della norma contro il razzismo (261 bis) del codice penale e si era appellato a Strasburgo.

Il primo pronunciamento sfavorevole a Berna della Corte europea dei diritti dell'uomo è stato oggi ribadito dalla Grande Camera dello stesso tribunale internazionale.

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