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Cambiare sesso per ricevere prima la pensione

Un palloncino con il simbolo dei transgender non lontano da Piazza federale.
Cambiare sesso all'anagrafe de inizio 2022 è diventata una pratica burocratica semplice e veloce. Keystone / Anthony Anex

Cambiare sesso all'anagrafe in Svizzera da inizio 2022 è diventata una pratica veloce e poco cara. Questo per permettere alle persone transgender e intersessuali di cambiare il loro genere e il loro nome nel registro civile in modo rapido con una semplice dichiarazione. Ma c’è chi ha visto in questa possibilità un mezzo per truffare lo Stato.

Ci sono diversi motivi perché una persona vuole cambiare genere. Ma la storia che vi raccontiamo non ha nulla a che fare con l’eventuale disagio di sentirsi in un corpo “sbagliato”. Dall’inizio dell’anno, bastano 10 minuti e 75 franchi per un cambio di sesso all’anagrafe. Un uomo ha così pensato bene di diventare donna per un motivo assolutamente utilitaristico: ricevere prima la pensione.

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L’uomo, conosciuto in zona per essere un “provocatore” ha deciso il 5 gennaio scorso di diventare donna. Almeno sulla carta. Detto, fatto. Dopo aver pagato 75 franchi e aver condotto un colloquio di dieci minuti all’ufficio dello stato civile, l’uomo è uscito dagli uffici amministrativi del comune come donna.

Il motivo del cambio di sesso è stato puramente finanziario, come ha ammesso lo stesso protagonista di questa storia, ora donna. Perché in Svizzera, come in molti Paesi nel mondo, le donne possono percepire la loro pensione prima degli uomini. In Svizzera, per la precisione, un anno prima. La rendita attualmente ammonta a 28’680 franchi all’anno.

Nel processo amministrativo di cambiamento del sesso, all’uomo sono state controllate la sua identità, la sua capacità di giudizio e il luogo di residenza dichiarato. Niente di più. In particolare, con la nuova legge, la convinzione interna di voler essere una donna non deve essere controllata. Tanto meno se è in corso un trattamento medico per cambiare genere.

Una pratica burocratica facilitata

Queste facilitazioni sono state introdotte a inizio 2022 con lo scopo dichiarato di permettere alle persone transgender e intersessuali di cambiare il loro genere e il loro nome nel registro civile in modo rapido e semplice senza passare da un giudice, e soprattutto senza esami medici preliminari onde evitare eventuali imbarazzi davanti agli ufficiali di stato civile.

Non solo: se la persona interessata è sposata, il matrimonio rimane valido. Lo stesso discorso si applica alle unioni domestiche registrate e pure i rapporti di filiazione resteranno immutati. Il Governo aveva però rinunciato all’introduzione di una terza opzione di genere all’ufficio di stato civile.

A suo tempo, le preoccupazioni che questa facilitazione burocratica potesse portare ad abusi sfacciati come nel caso dell’uomo di Lucerna, sono state minimizzate dalla ministra della giustizia federale Karin Keller-Sutter, che nel giugno 2020 chiuse la questione dicendo: “Nessuno fa una cosa del genere per capriccio”.

Anche l’Ufficio federale di giustizia considera improbabili gli abusi, come mostra una direttiva di 12 pagine ai funzionari dello stato civile. Si afferma che i funzionari “non devono cercare attivamente gli abusi” e non c’è “nessun obbligo di controllare la convinzione interna delle persone interessate”. L’abuso è presente solo se è evidente.

Ciò che è considerato ovvio, tuttavia, è difficile da giudicare. Nessun ufficiale di stato civile può rifiutare la dichiarazione di cambiamento di sesso se non in casi davvero eclatanti. Altrimenti, anche in caso di dubbio, il cambiamento viene ratificato dopo una semplice dichiarazione.

Nel nostro caso, l’abuso evidente c’era e l’uomo è ritornato uomo. Il suo intento era semplicemente quello denunciare il fatto che le donne – secondo lui ingiustamente – vanno in pensione un anno prima.

Ora ci ha pensato la politica a risolvere la questione: una legge – su cui pende un referendum – prevede infatti che uomini e donne vadano in pensione entrambi all’età di 65 anni.

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