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Voleva donare 2 milioni, lo fanno aspettare, se ne va

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Americano d’origini siciliane aveva intenzione di finanziare apparecchiature mediche per il nuovo ospedale di Ragusa; dopo una lunga anticamera all'Asp, ha rinunciato

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 agosto 2015 - 22:52

Giuseppe Giuffrè, un ragusano che da anni vive negli Stati Uniti, ha rinunciato all'idea di donare 2 milioni di dollari all'Azienda sanitaria provinciale 7 di Ragusa perché "dimenticato" in anticamera.

L'imprenditore italo-americano aveva intenzione di finanziare l'acquisto di apparecchiature mediche da destinare al nuovo ospedale ‘Giovanni Paolo II'. Dopo aver aspettato a lungo di essere ricevuto insieme al suo legale, il potenziale donatore si è spazientito e se n'è andato. Non è per ora tornato sui suoi passi, nonostante le successive scuse del direttore generale dell'Asp Maurizio Aricò.

Dalle colonne del Corriere della seraLink esterno, Aricò ricostruisce così l'accaduto: "L'ho accolto con il suo avvocato facendoli accomodare perché il legale dell'Azienda sanitaria con cui dovevamo concordare gli aspetti tecnici era in tribunale, a 700 metri. Dovevano aspettarne tutti il rientro, ma Giuffrè e l'avvocato sono spariti. Sono rammaricato".

Si è scusata pubblicamente con Giuseppe Giuffrè anche la parlamentare regionale del M5S Vanessa Ferreri, che da segretaria della Commissione sanità dell'Assemblea regionale ha convocato il manager perché chiarisca la vicenda. Da cittadina ragusana, confida in un ripensamento del potenziale donatore: "A pagarne le conseguenze", dice, "sarebbero solo i cittadini".

I 2 milioni di dollari, si apprende ancora dal Corriere della sera, sono frutto della vendita della sede di Brooklyn dell'associazione "Figli di Ragusa", che li ha affidati a Giuffrè –emigrato nel 1958 a New York, dove è titolare di concessionarie d'auto- perché finalizzasse la donazione. Sono soldi che comunque Ragusa avrà, avrebbe detto l'avvocato di Giuffrè, Michele Sbezzi.

È ottimista il presidente della Commissione sanità dell'Asr Pippo Di Giacomo. "Sono certo che si sia trattato di un semplice disguido e che possa essere superato". "Avevo incontrato Giuffrè proprio all'ingresso dell'edificio", aggiunge, "e avevo avuto modo di ringraziarlo del suo affetto e della sua generosità nei confronti della terra natia e sono profondamente dispiaciuto".

ANSA/scarc

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