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USA, al via (tra i fischi) la convention democratica

Protesta dei sostenitori di Sanders a Philadelphia; la presidente del partito, accusata di favoritismo verso Clinton, si dimette

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 luglio 2016 - 15:08

Archiviata la convention repubblicana con l'incoronazione di Donald Trump, lunedì sera a Philadelphia si apre la convention democratica, che confermerà Hillary Clinton come candidata ufficiale alla presidenza degli Stati Uniti.

I democratici, che volevano far prova di unità, alla vigilia della convention devono però fare i conti con uno scandalo interno che ha portato alle dimissioni della presidente del partito e scatenato proteste.

Philadelphia è chiamata a lanciare nella corsa verso la Casa Bianca Hillary Clinton. Per le strade della città più importante della Pennsylvania, però, Hillary viene contestata animatamente.

Sono i sostenitori del suo rivale alle primarie: Bernie Sanders. Arrabbiati per i contenuti delle migliaia di e-mail, scambiate dai vertici del partito democratico, pubblicate da Wikileaks. E-mail che hanno rivelato favoritismi per la ex-segretaria di stato, a scapito di Bernie Sanders. Un comportamento indecente, ha tuonato l'ex senatore del Vermont, chiedendo le dimissioni della presidente del partito democratico.

E così, Debbie Wassermann Schultz lascerà la carica alla fine della convention. Una convention nella quale i democratici non vogliono scandali, ma compattezza, unità, per far fronte a Donald Trump, il ciclone, l'uomo da battere.

Hillary Clinton cerca di smorzare i toni, assicurando di non saperne nulla e dicendosi orgogliosa della sua campagna e di quella dell'ex rivale Sanders.

Una buona notizia per Hillary, è che sul palco del Wells Fargo Center, dove si terrà la convention per i prossimi 3 giorni, salirà anche anche Michael Bloomberg, ex sindaco di New York, figura popolarissima del partito democratico, che avrà un ruolo importante nel compattare i ranghi di un partito che vuole e deve mostrarsi unito.

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