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Turchia, 4 morti al raduno del partito filo-curdo HDP

L'attentato ha provocato 350 feriti; a due giorni dalle elezioni, intervista alla presidente del partito, che accoglie pure ecologisti e difensori dei diritti delle donne

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 giugno 2015 - 14:37

Quattro persone sono morte e altre 350 sono rimaste ferite a seguito delle esplosioni di venerdì pomeriggio al raduno del partito filo-curdo Hdp a Diyarbakir, nel sud-est della Turchia a due giorni dalle elezioni parlamentari. Tra le vittime tra vi sarebbero due ragazzi di 16 e 17 anni.

Negli ospedali della città, decine di persone stanno donando il sangue. Secondo alcuni testimoni, la prima esplosione sarebbe avvenuta in un cestino della spazzatura, la seconda in una centralina elettrica poco distante. Il ministro dell'Energia Taner Yildiz ha escluso l'esplosione accidentale.

Immediata la reazione dei manifestanti che attribuirebbero a Erdogan la responsabilità di quanto accaduto. "Non dobbiamo cedere alle provocazioni e cadere nella trappola'' avrebbe dichiarato il leader politico del partito in comizio subito dopo l'evento, secondo alcune fonti.

L'HDP verso le parlamentari

Domenica, il partito filo-curdo HDP parteciperà alle elezioni con una propria lista e ha buone probabilità di entrare in Parlamento. Un successo che rovinerebbe i piani del capo dello stato Erdogan di trasformare la Turchia in una repubblica presidenziale. L'HDP, oltre a promuovere i diritti della minoranza curda in Turchia, accoglie correnti di sinistra, compresi ecologisti e difensori dei diritti delle donne e delle minoranze sessuali.

Dal TG delle 20, intervista alla presidente del partito a Istanbul.

ATS/SP/TG

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