terrorismo islamico Aggressione a Parigi, salgono a nove i fermi

La scientifica sul luogo dell agguato terroristico nei pressi di Boulevard Richard Lenoir

La scientifica sul luogo dell'agguato terroristico nei pressi di Boulevard Richard Lenoir

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Sviluppi nell'inchiesta sull'aggressione all'arma bianca che ha provocato il ferimento grave di due persone ieri nei pressi di Boulevard Richard Lenoir a Parigi.

L'attentatore islamico ha dichiarato agli inquirenti che era convinto di aver agito contro membri della testata satirica Charlie Hebdo, la cui redazione si trovava effettivamente nello stabile da dove sono uscite le vittime, ma che nel frattempo è stata trasferita in località segreta e protetta.

Secondo fonti giudiziarie l'autore non sopportava le caricature del profeta Maometto, pubblicate di recente da Charlie Hebdo in occasione dell'apertura del processo per la strage di 5 anni fa, ed ha rivendicato l'atto terroristico.

Il terrorista avrebbe ispezionato a più riprese la zona prima dell'agguato. Inoltre, la bottiglia di alcool rinvenuta nella sua borsa aveva lo scopo di innescare le fiamme nel palazzo, come era stato progettato in un primo tempo.

Intanto sono saliti a nove gli indagati sottoposti a misure restrittive. Oltre al fratello dell'attentatore islamico, sono stati fermati presunti conoscenti del pachistano 18enne, tutti residenti nella banlieue Val d'Oise. Almeno cinque di loro, tutti di origine pachistana, risiedono o hanno soggiornato più o meno stabilmente allo stesso domicilio dell'attentatore.

Mentre l'algerino 33enne fermato poco dopo l'agguato e che era stato visto discutere animatamente con il 18enne, è risultato estraneo alla vicenda ed è stato rilasciato in serata.

tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 26.9.2020)

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