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Per l’impresa “Vado a Sesto”

A Sesto San Giovanni nasce il primo progetto in Lombardia volto ad agevolare le aziende che si stabiliscono nel comune milanese

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 febbraio 2015 - 11:36

A Sesto San Giovanni, comune del milanese storicamente legato al mondo del lavoro, nasce la no tax area con il progetto "Vado a Sesto".

L'impossibilità di avere in tempi certi una legge da Roma che faccia della Lombardia una regione davvero autonoma, unita alla difficoltà di vedere riconosciute le zone a statuto speciale - zone franche ai confini con la Svizzera - sta spingendo diverse amministrazioni locali a "fare da sè".

Come detto, è il caso di Sesto San Giovanni che "si è infilato" all'interno della legge regionale 11/2014, che promuove iniziative per favorire la competitività delle imprese, per dare vita ad un esperimento che ricalca un po' quanto fatto in Canto Ticino con il progetto "Copernico", con molta attenzione che chi arrivi nel Comune alle porte di Milano in cerca di vantaggi fiscali poi ci rimanga per davvero, pena la "restituzione dei privilegi".

Monica Chittò, sindaco della cittadina di oltre 80 mila abitanti, ha raccontato i pilastri fondanti di questa "prima" opportunità in Lombardia. Tra le misure vi sono, nemmeno a dirlo, la permanenza dell'azienda sul territorio per un numero definito di anni e l'impiego di manodopera anche locale. Qualche grosso nome industriale si è già fatto avanti, mentre si muovono le associazioni di impresa - nell'anno dell'Expo 2015 - con la speranza di fare tornare Sesto la grande città del lavoro e bloccare gli imprenditori italiani 90 chilometri prima del confine con la Svizzera, meno attrattiva con il super franco.

sdr

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