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Panico a Nairobi, giovane muore nel campus

Uno scoppio scambiato per un nuovo attacco degli integralisti somali, studente salta dalla finestra

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 aprile 2015 - 21:26

Il Kenya non ha ancora superato il panico provocato dal recente massacro di 148 persone all'università di Garissa per mano dei terroristi di al Shabaab. Uno studente è morto e altri 150 sono rimasti feriti in un campus universitario di Nairobi mentre stavano fuggendo in seguito all'esplosione durante la notte di un trasformatore elettrico: credevano che si trattasse di un nuovo attacco del famigerato gruppo islamista somalo. Numerosi giovani sono rimasti schiacciati nella calca e alcuni sono saltati dalle finestre che si trovavano ai piani alti.

La tensione resta sempre alta in tutto il paese in tutto il paese e le autorità, duramente criticate per le lacune mostrate nella sicurezza, stanno reagendo con le prime decisioni, tra le quali l'ultimatum lanciato all'Alto commissariato dell'ONU per i rifugiati: Nairobi ha infatti chiesto di sgomberare il campo profughi somali di Dadaab, ritenuto un covo di terroristi, entro tre mesi. Una richiesta di difficile applicabilità.

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