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Pakistan, strage in una scuola di polizia

L'Isis ha rivendicato un l'attentato compiuto contro un'accademia a Quetta. Nell'attacco sono morte 59 persone

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 ottobre 2016 - 12:51

È uno degli attacchi più sanguinosi di quest'anno in Pakistan. Almeno tre attentatori, vestiti con una cintura esplosiva e muniti di fucile, hanno fatto irruzione nell'ostello del centro di addestramento in piena notte, quando circa 700 persone, tra cadetti, agenti ed ufficiali stavano dormendo. Gli uomini avrebbero preso in ostaggio alcuni ragazzi, e lo scontro a fuoco con le forze di sicurezza sarebbe durato cinque ore.

Secondo le prime informazioni, i reparti speciali pakistani avrebbero ucciso almeno uno degli attentatori. Altri due sarebbero morti nell'esplosione suicida. E forse altri sono riusciti a fuggire.

L'Isis ha rivendicato in mattinata la pternità dell'attentato. In un comunicato diffuso dall'agenzia Aamaq vicina all'Isis, si legge che "tre combattenti infiltratisi dietro le linee hanno attaccato ieri sera, lunedì, una scuola di polizia nella regione di Quetta".

Il comunicato dell'Aamaq prosegue affermando che i tre attentatori "si sono scontrati per quattro ore con i poliziotti con mitragliatori e bombe a mano" e che alla fine degli scontri "hanno attivato le cinture esplosive e si sono fatti esplodere in mezzo ai membri (della polizia)".

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