Organizzazioni internazionali Okonjo-Iweala: ecco le mie priorità per l'OMC

Donna con abito molto colorato e copricapo in tina esamina un dossier; davanti, cartello Director general, dietro logo WTO

La neo direttrice generale lunedì a Ginevra.

Keystone / Fabrice Coffrini

È la prima donna e la prima africana a guidare l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Nominata lo scorso 15 febbraio in una sessione speciale online, la nigeriana Ngozi Okonjo-Iweala ha assunto l'incarico in un momento non particolarmente ambito, ovvero di crescente sfiducia nei confronti del libero commercio, scopo dell'OMC. La Radiotelevisione svizzera RSI l'ha intervistata nel suo primo giorno da direttrice generale.

Due volte ministra delle Finanze della Nigeria e capo della diplomazia del Paese per due mesi, Okonjo-Iweala ha 66 anni e iniziò la sua carriera alla Banca mondiale nel 1982, dove ha lavorato per 25 anni. Era rimasta l'unica candidata in corsa dopo mesi di discussione e accurate selezioni. Aveva dalla sua il sostegno dell'Unione Africana e dell'Unione Europea. Ha infine ottenuto anche quello degli Stati Uniti, dopo l'arrivo di Joe Biden alla Casa Bianca.

Quanto all'OMC, che da sei mesi era senza direttore per l'ostruzione di Trump, ha sede a Ginevra, vi aderiscono 164 Paesi e dalla sua creazione nel 1995 è stata guidata da sei uomini: tre europei, un neozelandese, un thailandese e un brasiliano. Fino all'insediamento di Ngozi Okonjo-Iweala, alla quale la RSI ha chiesto, tra l'altro, quali sono le priorità per i suoi primi 100 giorni da direttrice generale.

Nella scheda RSI, le attività principali dell'OMC e una breve retrospettiva, dalla nascita del movimento no-global allo scontro USA-Cina. Segue l'intervista a Okonjo-Iweala.

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tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG 01.03.2021)

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