Nonostante il Covid Quattro trimestri in attivo per Tesla

Esemplari di Tesla di vari colori parcheggiati fuori da un capannone, coni in lontananza; soleggiato

Per Tesla, che produce auto esclusivamente elettriche, lo scambio di quote di CO2 è altamente proficuo.

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Il costruttore statunitense di automobili Tesla ha chiuso il secondo trimestre in utile nonostante la pandemia di coronavirus. Inoltre, per la prima volta in 17 anni di storia, ha archiviato quattro trimestri consecutivi nelle cifre nere.

Nel periodo aprile-giugno, è stato reso noto giovedì, i ricavi sono risultati pari a 6,04 miliardi di dollari. Sopra le attese degli analisti anche l'utile netto, che si attesta a 104 milioni, decisamente meglio delle previsioni del mercato, che scommetteva su delle perdite.

Enorme capannone grigio/cromo in regione desertica, rimorchi all esterno

La Gigafactory, impianto di Tesla nel Nevada.

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L'azienda attribuisce i buoni risultati a miglioramenti operativi e al taglio dei costi.

Gli analisti fanno tuttavia notare che a contribuire in modo massiccio -con 782 milioni solo nell'ultimo semestre- vi è anche la vendita di crediti di emissione agli altri costruttori (scambio quote CO2). Entrate destinate a scomparire man mano che anch'essi riusciranno a diventare più ecologici e rispettare i limiti fissati dall'UE e da molti Stati.

La mega-fabbrica in Texas

Il produttore di automobili elettriche ha intanto scelto il Texas come sede per il suo maggiore stabilimento. Impiegherà 5'000 persone e sorgerà nella capitale Austin. L'impianto produrrà le Tesla destinate agli Stati americani orientali.


Nel 2020, il valore delle azioni di Tesla è quadruplicato, tanto che a luglio è diventata la costruttrice di veicoli più quotata del mondo superando Toyota, che ha una produzione 20 volte superiore.

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