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Migranti, si continua a morire sulla rotta balcanica (chiusa)

La Merkel critica i colleghi orientali, che hanno lasciato sola la Grecia

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 marzo 2016 - 21:43

La chiusura della rotta balcanica è stata criticata anche dalla cancelliera tedesca Angela Merkel per la quale i muri eretti nell'Europa Orientale non costituiscono una soluzione al problema migratorio. "Non è possibile che 27 Stati possano guardare con la coscienza pulita alla televisione il 28esimo Paese (la Grecia) che si trova ad affrontare da solo l'arrivo di tremila persone al giorno", ha commentato la dirigente tedesca.

Intanto però la redistribuzione dei migranti arrivati in Grecia e in Italia è rimasta lettera morta e la bozza di accordo tra Turchia e Unione Europea è per il momento solo un'ipotesi sulla carta. E dei 35'000 profughi presenti in territorio ellenico, 15 mila si trovano bloccati al confine con la Macedonia in condizioni assai precarie.

Impossibilitati a proseguire verso nord ma affiancati quotidianamente dai nuovi immigrati che giungono senza sosta dalla Turchia. Intanto però si continua a morire sulle rotte che molti Stati hanno chiuso.

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