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Migranti, nervi tesi a Ventimiglia

Le forze dell'ordine italiane sono entrate in azione martedì mattina keystone

Sgombero forzato dei migranti accampati sulla scogliera al confine tra Italia e Francia

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 giugno 2015 - 10:43

Alla frontiera di Ventimiglia, tra Italia e Francia, la tensione resta alta. Le forze dell'ordine italiane hanno dato il via lunedì mattina, alle 7,30, a uno sgombero forzato dei migranti accampati sulla scogliera e nelle aiuole di Ponte San Ludovico, a ridosso del confine, dopo il loro respingimento da parte dei gendarmi francesi che, da giorni, impediscono l'ingresso agli extracomunitari in arrivo. All'inizio alcuni migranti hanno opposto resistenza passiva, ma la situazione pare tranquilla. I profughi sono stati fatti salire sui bus della Croce Rossa, per trasferirli alla stazione del paese ligure. (Ascolta la testimonianza di Claudio Bustaffa in coda all'articolo, estratta dall'RG delle 8.00).

La questione dei respingimenti da parte francese solleva problemi anche a livello diplomatico tra i due paesi. Tra Roma e Parigi, infatti, è in corso una vera e propria crisi. "I migranti non passano, se ne occupi Roma", aveva tuonato il ministro dell'Interno transalpino, Bernard Cazeneuve.

Parigi, ha replicato a stretto giro il premier Matteo Renzi, "non può lasciare queste persone in Italia". Uno scontro frontale che non sembra un buon viatico verso il vertice UE dei capi di Stato Ue del 25 e 26 giugno; summit che minaccia di chiudersi con un piano penalizzante per la Penisola. In questo caso, ha lamentato Renzi, "l'Italia farà da sola, ma sarebbe una grande sconfitta per l'Europa".

Red. MM/M.Ang.

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