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Migranti, "Un nuovo inizio delle relazioni tra Turchia e Unione Europea"

Le parole del primo ministro turco Davutoglu sull'accordo siglato tra Ue e Turchia

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 novembre 2015 - 21:07

Soldi e avvicinamento all'Unione Europea in cambio di un maggiore controllo del flusso di profughi. Questo, in sostanza, il cuore dell'accordo siglato domenica tra Turchia ed Unione Europea in merito alle "questione migranti".

L'Unione Europea darà 3 miliardi di euro alla Turchia in due anni al fine di migliorare le condizioni degli oltre due milioni di profughi nel paese, per i quali Ankara ha già speso quasi 8 miliardi di euro. Per contro, la Turchia aumenterà i controlli alle frontiere, tentando di frenare l'afflusso di migranti in Europa, e facilitando il rientro dei clandestini.

Oltre al supporto economico, altri due fondamentali elementi nell'accordo: via libera all'abolizione dei visti per i cittadini turchi, una misura che riguarderebbe anche la Svizzera in quanto paese Schengen, e soprattutto la ripresa delle trattative per l'adesione all'Unione Europea congelate ormai da anni.

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