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Marò, Roma chiede l'arbitrato internazionale

Keystone

Accelerazione dopo il fallimento dei negoziati tra Italia e India, Massimiliano Latorre non tornerà a New Delhi

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 giugno 2015 - 18:17

Svolta nella vicenda dei due marò, che si sta trascinando ormai da 3 anni. In attesa della ripresa del procedimento presso la giustizia indiana, le autorità italiane hanno fatto sapere che chiederanno l'arbitrato internazionale nell'ambito della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, oltre al rientro di Salvatore Girone che si trova in stato di semilibertà nell'ambasciata italiana a New Delhi.

Riguardo invece all'altro fuciliere della Marina Massimiliano Latorre, in Italia con un permesso fino a metà luglio per motivi di salute dopo essersi sottoposto a un intervento al cuore, Roma ha comunicato che non tornerà in Asia.

La decisione cade il giorno dopo l'ennesimo rinvio, dal 7 al 14 luglio, dell'udienza sul ricorso relativo alla giurisdizione del caso presso la Corte suprema indiana e dopo il sostanziale fallimento dei negoziati tra i due paesi. In seguito all'attivazione dell'arbitrato internazionale l'Italia farà i dovuti passi formali per favorire il rimpatrio di Salvatore Girone e la permanenza nella penisola di Massimiliano Latorre.

L'obiettivo, indica una nota della Farnesina, è quello di "giungere a una conclusione positiva della vicenda, protrattasi sin troppo a lungo, dei nostri due Marò ai quali il governo rinnova la sua vicinanza".

I due militari sono accusati di aver sparato e ucciso due pescatori nel febbraio 2012 durante un'operazione antipirateria, a bordo della petroliera Enrica Lexie, al largo delle coste dello Stato indiano del Kerbala. In seguito a quell'episodio vennero fatti scendere dalla nave dalle forze dell'ordine indiane nonostante si trovassero, come sembra, in acque internazionali.

Ma sono molti gli aspetti oscuri e controversi della vicenda, come ad esempio il fatto che i pescatori siano stati scambiati per pirati e l'esatta dinamica della sparatoria. A questo punto però sarà tutta da verificare l'evoluzione della vertenza, in particolare da parte di New Delhi, dopo l'accelerazione impressa oggi dal governo italiano.

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