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Lombardia: arrivano gli angeli antiburocrazia

Trenta neolaureati assunti dalla Regione per semplificare i rapporti tra imprese e pubbliche amministrazioni; si formeranno sul campo

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 settembre 2015 - 18:00

Le imprese lombarde, dal 2015, potranno contare su 30 'angeli antiburocrazia'. La Regione, in collaborazione con Unioncamere Lombardia, ha selezionato 30 neolaureati che avranno il compito di avvicinare le aziende a bandi e progetti regionali e nazionali, accompagnare la nascita di nuove attività, semplificare norme e procedure.

Un sostegno alle imprese, che potranno chiedere un intervento degli 'angeli' chiamando un numero verde di prossima istituzione, ma anche alle pubbliche amministrazioni, che saranno informate da questi giovani mediatori su quali sono gli ostacoli e quindi guidate nel processo di sburocratizzazione. È inoltre un aiuto ai 30 giovani stessi, che avranno così il loro primo impiego.

Sono 26 neolaureate e 4 neolaureati, provenienti dalle facoltà di Giurisprudenza, Scienze economiche e aziendali, Ingegneria gestionale e Scienze delle pubbliche amministrazioni. Selezionati in base al voto di laurea, sono stati presentati giovedì mattina al presidente Maroni -e alla stampa- dall'assessore alle attività produttive, ricerca e innovazione della Regione Lombardia, Mario Melazzini, e dal presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio.

Il mandato degli angeli burocrazia dura un anno, al termine del quale non è escluso un rinnovo, specie se l'esperienza avrà dato buoni frutti. Dopo una breve fase di formazione a livello regionale -che è cominciata il 10 dicembre e terminerà a metà gennaio- ogni angelo antiburocrazia opererà nella sua provincia (presso le 12 sedi territoriali della Regione).

Di fatto saranno un po' liberi professionisti, ma dovranno costantemente riferire quanto fatto, così che il singolo caso risolto, la singola esperienza, possa essere utile a tutto il sistema. "Le imprese lombarde", ha detto ancora Maroni, "non vogliono soldi pubblici. Vogliono che il pubblico non sia un ostacolo". A fare soldi e a innovare, quando la burocrazia non sarà più un problema, penseranno esse stesse.

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