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Frontalieri, Padoan: accordo complesso ma arriverà prima dell'estate

Nostra intervista al ministro dell'economia italiano che si augura che non vengano fatti passi indietro sulla libera circolazione nella Confederazione

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 settembre 2015 - 17:48

"Non credo che ci siano rischi di dumping salariale, penso anzi che l'accordo sui frontalieri accrescerà l'integrazione tra i due paesi". A dirlo è il ministro dell'economia e delle finanze Pier Carlo Padoan che nella sede del sua dicastero in Via XX Settembre a Roma ha fatto il punto sulle trattative in corso, definite "molto complesse" che dovrebbero concludersi "prima dell'estate", anche perché "c'è estrema volontà di chiudere dalle due parti".

Nuovo regime fiscale per i frontalieri

Riguardo ai tempi di implementazione del nuovo regime fiscale dei lavoratori provenienti dalla Penisola, Padoan non ha escluso che la riforma possa essere a regime anche prima dei 10 anni evocati recentemente a Lugano dal capo della delegazione italiana Vieri Ceriani (in proposito il governo ticinese aveva espresso la sua preferenza per un lasso di tempo non superiore ai 5 anni per rendere meno attrattivi i salari elvetici).

Libera circolazione delle persone

Sulla libera circolazione delle persone Svizzera-UE, rimessa in discussione dall'iniziativa votata il 9 febbraio dell'anno scorso, il ministro italiano si augura "che non vengano fatti passi indietro", anche perché, come è noto, è destinata a condizionare l'imminente accordo sui frontalieri. Pier Carlo Padoan ha infine definito "ottimi" i rapporti con la sua omologa svizzera Eveline Widmer-Schlumpf, con cui peraltro lo scorso mese di ottobre c'era stato un vivace scambio di battute, a mezzo stampa, sui ritardi nella conclusione di un'intesa contro la doppia imposizione, poi effettivamente sottoscritta il 23 febbraio a Milano.

Leonardo Spagnoli

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