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Francia, il giorno dopo Macron a fianco di Hollande per celebrare l‘8 maggio

In attesa del passaggio di consegne, che avverrà domenica, il neopresidente francese ha partecipato lunedì assieme al suo predecessore alle cerimonie che commemorano l’armistizio dell’8 maggio 1945. Il ministro degli esteri svizzero Didier Burkhalter si è dal canto suo congratulato con Macron, che “porterà la forza della gioventù alla presidenza”.

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Le coincidenze del calendario hanno fatto sì che a poche ore dall’elezione Emmanuel Macron si sia trovato a fianco di François Hollande. Il capo di Stato uscente e il suo successore hanno infatti presieduto martedì all’Arc de Triomphe alle cerimonie che commemorano la fine della Seconda guerra mondiale in Europa.

“Volevo che Macron potesse essere qui con me, per una sorta di passaggio del testimone”, ha dichiarato Hollande. “Non voglio accaparrarmi Emmanuel Macron, sono i francesi che l'hanno scelto, certo, però è vero che in questi ultimi anni mi ha seguito, da quand'ero anch'io candidato, poi quando sono diventato presidente, è stato ministro del mio governo, poi si è emancipato, ha voluto presentare un progetto ai francesi, si è presentato davanti a loro, è stato eletto. Ora è presidente, spetta a lui andare avanti, anche sulla base dell'esperienza acquisita al mio fianco, forte di quello che abbiamo fatto insieme”.

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Nei prossimi giorni, Macron dovrà prima di tutto scegliere il suo primo ministro e comporre il futuro governo. Il segretario generale del movimento En Marche Richard Ferrand non ha escluso la nomina di un primo ministro di destra.

Scadenza ancora più importante, le legislative di giugno. Le candidature dovranno essere presentate entro il 19 maggio. Il movimento di Macron vuole costruire “una maggioranza composta di donne e uomini che vengono dal Partito socialista, dai Repubblicani, dal centro, ma anche – e saranno almeno la metà dei nostri candidati – dalla società civile”, ha sottolineato il portavoce Christophe Castaner. 

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In attesa di questi cruciali appuntamenti, Macron può intanto assaporare i messaggi di auguri provenienti dai quattro angoli del pianeta. Lunedì anche il ministro degli esteri svizzero Didier Burkhalter si è complimentato con il neoeletto.

Burkhalter ha lodato il suo ruolo di unificatore “delle forze giovani”, di buon augurio per l’Europa e per la Svizzera. Macron, ha detto il consigliere federale, è un presidente giovane che "ha tentato nel corso di tutta la campagna di mettere in azione" le forze delle nuove generazioni "in un paese che ha molti problemi".

Si tratta di "un elemento costruttivo", di un "exploit politico", ma la sua missione sarà ardua: "solo sulla base della soluzione concreta dei problemi veri" si potrà esprimere un giudizio "sui futuri responsabili politici della Francia".

Il ministro degli esteri ha definito "molto importante il segnale europeo" che è uscito dal voto: da parte elvetica, ha aggiunto Burkhalter, "il nostro contributo rimane la via bilaterale che ha permesso di mantenere rapporti stabili con l'Europa". "Penso che con il presidente Macron potremo continuare a lavorare in questo senso".

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tvsvizzera.it/mar con RSI (TG dell'8.5.2017)

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