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Cop21, è accordo: non oltre +1,5 gradi

Nell'intesa, più ambiziosa del previsto, quasi 200 Stati s'impegnano a contenere il riscaldamento climatico limitando le emissioni di gas inquinanti

Il tanto atteso testo finale dell'accordo sul clima è arrivato ed è più ambiziosa del previsto: "obiettivo centrale e vitale", come detto dal presidente della Conferenza di Parigi Laurent Fabius, è "contenere la temperatura media ben al di sotto dei due gradi e sforzarsi di limitare questo aumento a un grado e mezzo.

Scritto nero su bianco, quasi 200 Stati si impegnano a fermare il surriscaldamento terrestre limitando le emissioni di gas inquinanti. "Il progetto d'accordo proposto è differenziato, giusto, duraturo, dinamico, equilibrato e giuridicamente vincolante", ha spiegato ancora Fabius. "Riconosce la nozione di giustizia climatica e tiene conto di ogni tema, delle responsabilità differenziate dei Paesi, delle loro capacità".

Un'intesa che chiude vent'anni di trattative e che appiana le divergenze fra paesi emergenti e paesi sviluppati: si è trovato insomma un accordo sulla questione sempre delicata dei soldi, su quanto dovranno sborsare i più ricchi per aiutare i più poveri a svilupparsi inquinando il meno possibile.

Ma c'è chi storce il naso. Esperti e ambientalisti che non si lasciano per niente travolgere dall'ottimismo imperante. Secondo loro, queste misure non sono sufficienti ad arginare come si vorrebbe far creder l'aumento della temperatura. E soprattutto, non è stabilito che ci siano controlli per verificare che tutti i paesi rispettino gli impegni presi.

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