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Libia, un passo verso la fine del caos politico

I principali protagonisti della crisi politica in Libia si sono accordati martedì a Parigi su un piano di massima che prevede l'organizzazione di nuove elezioni presidenziali il prossimo dicembre. L'intesa non è stata tuttavia ufficializzata.

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 maggio 2018 - 20:32
tvsvizzera.it/Zz/reuters con RSI (TG del 29.05.2018)
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Il documento in otto punti, risultato di lunghe discussioni fra le parti proseguite fino all'ultimo minuto utile, è stato presentato alla fine di una conferenza internazionale organizzata dalla Francia sotto l'egida delle Nazioni Unite. Erano presenti i rappresentanti di una ventina di paesi e di quattro organizzazioni internazionali. 

Dalla caduta di Muammar Gheddafi, la Libia è stata teatro di rivalità politiche profonde. La più grande è proprio la divisione tra il governo di unità nazionale di al Sarraj, con sede a Tripoli e riconosciuto dalla comunità internazionale, e un governo parallelo basato nell'est del paese, sostenuto dal maresciallo Haftar. 

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Il testo stato preparato dal premier libico Fayez al Sarraj, dal maresciallo Khalifa Haftar (che sostiene il governo "parallelo" dell'est paese), dal il presidente della camera dei rappresentanti Aguila Salah e dal presidente del Consiglio di Stato Khaled al Mishri.

Questa "roadmap" non è stata tuttavia pubblicamente firmata, come inizialmente previsto. Si tratta dunque al momento solo di un'intesa informale e non vincolante. 

Il piano prevede la creazione entro metà settembre di una "base costituzionale" per le elezioni e la "legge elettorale necessaria" alle presidenziali, che potrebbero svolgersi il 10 dicembre. Il testo prevede anche la "fine progressiva dell'esistenza di governi paralleli e l'inizio dei lavori per l'unificazione della banca centrale e delle forze di sicurezza.

L'intesa, benché non vincolante, è stata definita "storica". Keystone


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