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Airbus precipitato in Sinai, "Non è escluso un attentato"

Prudente il Cremlino sulle cause dell'incidente, giunte intanto in Russia le salme delle vittime del volo partito da Sharm el-Sheikh

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 novembre 2015 - 20:48

Sono arrivate questa mattina all'alba a San Pietroburgo le salme delle vittime dell'Airbus A-321 precipitato sabato scorso in Sinai, una ventina di minuti dopo il decollo da Sharm el-Sheikh e sono iniziate le difficili operazioni di riconoscimento da parte dei famigliari. Restano ancora sconosciute le cause dell'incidente.

Il Cremlino non esclude nessuna pista, anche se la compagnia aerea del velivolo, la Metrojet, esclude perentoriamente un guasto tecnico o un errore umano. Il fatto che la fusoliera risulti spezzata e l'ipotesi a questo punto più probabile dell'esplosione in volo sembrano corroborare la tesi dell'atto terroristico.

Le autorità russe, sempre più coinvolte sul teatro di guerra siriano, sembrano estremamente prudenti nell'aderire all'idea dell'attentato ma il rinvenimento delle due scatole nere, che si presentano in buono stato, contribuiranno a dissipare gli eventuali dubbi.

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