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Conte apre al rimpasto di governo

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Questo contenuto è stato pubblicato il 28 dicembre 2018 - 13:10
tvsvizzera/reuters/ats/spal con RSI (Tg del 28.12.2018)

La decisione sulla TAV Torino-Lione, su cui restano profonde le divergenze tra M5S e Lega, sarà presa prima delle elezioni europee di maggio, secondo quanto ha indicato venerdì Giuseppe Conte.

A fine dicembre, ha precisato, la commissione di tecnici consegnerà i risultati dell’istruttoria e successivamente sarà coinvolto “il territorio”.

Il presidente del Consiglio nel corso della consueta conferenza stampa di fine anno si è soffermato sulla recente manovra passata al vaglio della Commissione europea. In proposito il premier ha osservato che la crescita italiana per il 2019 è stata ridotta all’1% in accordo con gli organismi internazionali ma ha anche aggiunto che è pronto a scommettere su un incremento più “robusto” del Pil. 

“Abbiamo un debito che incute un certo timore”, ha osservato Giuseppe Conte, “ma è sotto controllo e non così spaventoso, siamo la settima economia del Mondo e abbiamo un forte risparmio privato”. Il governo, ha aggiunto, ha avviato un “poderoso piano di investimenti” che prevede 400 milioni per i comuni da impegnare entro maggio.

Il premier ha anche confutato la tesi secondo cui la Legge di bilancio è stata scritta a Bruxelles: “Non ho mai consentito che mettessero in discussione i punti qualificanti della manovra e devo dare atto loro che non hanno mai cercato di valutare nel merito tali punti”, ha affermato, aggiungendo che la pressione fiscale per i cittadini non è aumentata: “Abbiamo realizzato un'opera redistributiva privilegiando alcune fasce sociali rispetto ad altre. Non guardate i saldi finali”. Sullo sfondo resta il rischio di un aumento dell’Iva nel 2010-2021 se non quadreranno i conti ma “ci impegneremo per impedirlo”.

Infine il premier, secondo cui la sua “esperienza meravigliosa” si concluderà tra cinque anni, non ha escluso un rimpasto nel governo dopo le europee, a patto che sia condiviso. Un’eventualità che potrebbe coinvolgere anche il contratto di governo gialloverde, per il quale è ipotizzabile “un tagliando, per vedere cosa si può fare meglio e introdurre eventualmente nuove misure”. Il Ponte di Genova, ha poi ribadito, sarà pronto entro la fine del prossimo anno.

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