covid al confine Tutti vaccinati a Viggiù, "alta presenza di frontalieri"

Vaccinazione della popolazione in Italia
Keystone / Matteo Corner

La popolazione di Viggiù, piccolo comune varesino a ridosso della frontiera con la Svizzera, sarà sottoposta a una campagna di vaccinazione di massa contro il Covid-19 a partire da sabato prossimo.

La misura, la prima del genere in Italia, è stata decisa dalle autorità sanitarie lombarde dopo lo scoppio di focolai di due varianti del virus, inglese e scozzese.

Le autorità regionali, dopo aver confermato la zona rossa, avevano sottoposto gli abitanti a test molecolari a tappeto per cercare di isolare tempestivamente i casi positivi e fermare la diffusione dei contagi. Ma visto l'alto tasso d'incidenza del virus, dovuto alla diffusione di varianti di Sars-CoV-2, hanno optato per l'accelerazione della campagna di immunizzazione della popolazione maggiorenne che sarà interamente vaccinata in sei giorni.

A seguito di valutazioni effettuate con la Regione, l'Agenzia di tutela della salute (Ats) dell'Insubria ha reso noto di aver "definito una specifica strategia vaccinale che tiene in considerazione la particolare collocazione geografica di prossimità con la Svizzera e l'alta presenza di frontalieri che possono entrare più facilmente in contatto con varianti del virus".

Nel fine settimana il siero di Moderna sarà inoculato a tutti gli anziani e da lunedì si procederà con i residenti sotto i 65 anni, che riceveranno il preparato di AstraZeneca.

Nella nuova strategia promossa dalla Regione il vaccino diventa così un'arma per contenere i focolai. Intanto dallo screening di massa a Viggiù sono risultati 90 positivi, di cui 13 con variante scozzese, 3 inglese e 5 con mutazione non identificata.

Il reportage del TG nel piccolo comune lombardo:

tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 25.2.2021)

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