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"Sono stato io a dare il via"

Nello schianto sono perite 23 persone keystone

Il capo stazione di Andria ha confessa a due quotidiani italiani il suo errore. L'inchiesta prosegue

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 luglio 2016 - 12:51

"È vero quel treno non doveva partire. E quella paletta l'ho alzata io: non sapevo che da Corato stesse arrivando un altro treno per questo ho dato il via libera". Lo afferma a Repubblica e alla Stampa il capo stazione di Andria. "In questa storia - aggiungono poi lui e la moglie - anche noi siamo delle vittime. Siamo disperati ma un solo errore non può aver causato tutto questo". C'era "confusione, i treni erano in ritardo, il semaforo verde…" aggiunge l'uomo.

Mercoledì sera i due capistazione figuravano tra i primi indagati per il disastro ferroviario che martedì nelle campagne pugliesi è costato la vita a 23 persone, provocando oltre 50 feriti. Il fascicolo aperto con le ipotesi di reato di disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo punta dunque dritto al personale che era in servizio nelle stazioni di Andria e Corato.

Malgrado le dichiarazioni del capostazione di Andria, l'inchiesta ufficiale prosegue per determinare le cause della sciagura anche grazie ai dati che verranno estrapolati dalle scatole nere dei due convogli e da ulteriori analisi tecniche in corso.

RSILink esterno/ANSA/Swing

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