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Spese dello Stato, ai cittadini l'ultima parola

Lanciata in Ticino un'iniziativa che chiede il referendum obbligatorio su tutti i nuovi crediti, investimenti, aumenti di spesa

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 giugno 2016 - 20:10

Un gruppo di politici e imprenditori ha lanciato martedì un'iniziativa popolare che chiede l'introduzione del referendum finanziario obbligatorio: sopra una certa cifra di spesa, il popolo dovrà sempre avere l'ultima parola.

La proposta non è nuova. Sotto forma di iniziativa parlamentare, a firma Sergio Morisoli, fu discussa dal Gran Consiglio il 25 febbraio del 2015 e bocciata per soli 4 voti da liberali-radicali, socialisti e verdi.

Il referendum finanziario obbligatorio oggi è chiesto da un'iniziativa popolare costituzionale lanciata da Morisoli e da un folto gruppo di esponenti di centro destra, convinti che la spesa pubblica cresca troppo e che il Cantone troppo chieda, con tasse e imposte, ai propri cittadini.

Attualmente, in Ticino, sui crediti votati dal Parlamento il popolo può esprimersi in via facoltativa. Con il referendum finanziario obbligatorio i cittadini sarebbero chiamati alle urne automaticamente nel caso in cui nuovi crediti, investimenti o aumenti di spesa corrente dovessero superare una determinata cifra, da fissare in un secondo momento.

Il rischio è di intasare un già fitto calendario di votazioni. Ma lo strumento sembra funzionare in altri cantoni, per l'effetto dissuasivo che genera in Governi e parlamenti, più attenti nel proporre nuove uscite.

A settembre inizierà la raccolta firme. Per la riuscita dell'iniziativa ne servono 10 mila.

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