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Raddoppio del San Gottardo, le ragioni del sì

Il Consiglio di Stato ticinese è sceso in campo sul progetto di risanamento della galleria autostradale, in vista della votazione del 28 febbraio

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 novembre 2015 - 19:27

Sì al raddoppio del tunnel autostradale del San Gottardo: il Consiglio di Stato ticinese è sceso in campo sul progetto di risanamento della galleria, in vista della votazione del 28 febbraio.

La campagna è stata inaugurata mercoledì a Mezzana, nel Mendrisiotto, una scelta non casuale: il distretto -già saturo di auto per il traffico locale e transfrontaliero- esprime preoccupazione per l'aumento del flusso, qualora si realizzasse il secondo tubo.

La maggioranza del Governo è però convinta: le capacità non saranno aumentate, poiché nelle gallerie si viaggerà su una sola corsia. La soluzione a doppio tubo, sostenuto da Governo e Parlamento federale, permetterebbe per contro il transito di veicoli anche durante i lavori di risanamento.

In caso di bocciatura -e quindi di chiusura prolungata del tunnel- per il Consiglio di Stato ci sarebbero conseguenze molto negative per l'economia: il clima di incertezza porterebbe a ripercussioni sugli investimenti per almeno dieci anni, un deficit che l'apertura di Alp Transit non riuscirebbe a colmare.

Altra ragione per sostenere il secondo tubo, che dovrebbe essere messo in cantiere nel 2020, è la maggiore sicurezza rispetto all'attuale doppio senso di marcia. Il Governo ticinese si è inoltre espresso contro l'ipotesi di realizzare sul suolo del Cantone una stazione per il trasbordo ferroviario di veicoli.

A parlare, oggi, sono stati tre consiglieri su cinque. Per ragioni di opportunità, alla conferenza stampa non era presente Manuele Bertoli, contrario al raddoppio del tunnel. Si esprimerà nei prossimi giorni.

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