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Prostituzione, il governo ticinese ci riprova

Approvata la riforma, rivista e corretta, del settore. Colloquio obbligatorio con il medico e prescrizioni per gli appartamenti dove si esercita il mestiere più antico

Prostitute maggiorenni, con certificato medico, copertura assicurativa e, per le straniere, in regola con il permesso di soggiorno. Queste sono i criteri contenuti nella riforma della legge ticinese adottata dal governo cantonale dopo che il precedente disegno era stato di fatto bocciato in sede parlamentare. La legge rivista e corretta da Bellinzona, oltre a imporre una consultazione medica alle operatrici del settore a luci rosse, mira a fornire norme chiare in particolare per l'esercizio della professione negli appartamenti (per i postriboli le regole erano già chiare).

L'attività viene infatti vietata nelle zone residenziali indicate dai piani regolatori comunali, o in prossimità di zone sensibili (scuole, luoghi di culto, fermate di mezzi pubblici o case di cura). Gli appartamenti ove operano più professioniste necessitano di una specifica autorizzazione mentre le licenze personali possono venire revocate in caso di inadempienze con il fisco o gli istituti di previdenza sociale.

L'obiettivo della riforma è quello di garantire certezza, di tipo economico e normativo, a un settore che comunque, viste le possibili contaminazioni con ambienti non del tutto trasparenti, richiede specifiche prescrizioni e controlli da parte dell'autorità pubblica.

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