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Ticino, i sindacati difendono l'albo degli artigiani

La legge sulle imprese artigianali va difesa secondo i sindacati Ocst e Unia, che assieme all'Unione delle associazioni dell'edilizia auspica che le norme volute per frenare l'attività dei cosiddetti "padroncini" italiani sul territorio ticinese restino in vigore, con i dovuti correttivi.  

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 marzo 2018 - 19:32
tvsvizzera.it/Zz/ats con RSI (Quotidianodel 16.03.2018)
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Il Tribunale amministrativo cantonale, accogliendo all'inizio di marzo due ricorsi, aveva sottolineato l'incompatibilità della Legge sulle imprese artigianali (Lia) con il diritto federale, in particolare con la legge sul mercato interno. Qualche giorno dopo il governo cantonale si era espresso a favore dell'abrogazione della Lia, sulla quale dovrà esprimersi il parlamento. 

Venerdì i sindacati Unia e Ocst sono scesi in campo accanto all'Unione delle associazioni dell'edilizia (Uae) a favore del mantenimento della legge voluta per frenare la concorrenza dei "padroncini" italiani su territorio ticinese. 

Il presidente dell'Uae, Piergiorgio Rossi, ritiene la legge può essere salvata "con i dovuti correttivi". Una posizione condivisa anche da Paolo Locatelli, del sindacato Ocst, che critica la decisione governativa di abrogare la legge. "Non è il Titanic", ha detto. 

Se il Parlamento cantonale dovesse confermare l'abrogazione, dunque, c'è la possibilità che si arrivi a un referendum. 

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