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CCL vendita, raggiunto un accordo

Ecco la bozza di contratto collettivo che permetterebbe l'entrata in vigore del prolungamento degli orari d'apertura dei negozi

In Ticino, è stato raggiunto un accordo di massima per il Contratto collettivo del settore vendita. Una bozza che permetterebbe l'entrata in vigore del prolungamento degli orari di apertura dei negozi, votata dalla popolazione ticinese lo scorso 28 febbraio.

33 articoli che dovrebbero regolare il rapporto di lavoro fra le oltre 2 mila aziende e i 15 mila addetti. La bozza di contratto collettivo di lavoro per il settore della vendita è il risultato di 3 mesi di conciliazione e potrebbe costituire una svolta dopo decenni di tentativi inconcludenti, opposizioni e fallimenti: nuova legge -l'attuale risale al 1968- e stesso contratto per tutti.

Le caratteristiche principali: un salario minimo di 3'200 franchi per 13 mensilità, misure per favorire la formazione e l'occupazione locale e, per evitare frammentazioni eccessive, un massimo di 12 ore fra l'entrata e la fine del servizio.

Un risultato che trova la soddisfazione del padronato, ma che vede i sindacati divisi [cfr. video]. Entro il 21 giugno ognuna delle parti dovrà dire se vuole proseguire su questa strada o no. Dopodiché, bisognerà trovare l'accordo della maggioranza delle aziende e dei lavoratori.

Il rischio di fallire, dunque, non è ancora scongiurato. Ma se tutto andrà liscio, l'entrata in vigore sarà fra marzo e aprile dell'anno prossimo, per una durata minima di 4 anni.

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