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Bosia Mirra, rilasciato anche l'altro presunto passatore

La deputata e il 53enne restano indagati per favoreggiamento all'entrata illegale in Svizzera di quattro migranti minorenni

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 settembre 2016 - 20:06

La Magistratura ticinese ha rilasciato anche il 53enne svizzero fermato giovedì al valico di San Pietro di Stabio assieme a Lisa Bosia Mirra: entrambi sono indagati per favoreggiamento all'entrata illegale. La stessa deputata socialista, dal suo profilo facebook, si è detta serena e fiduciosa nella giustizia.

Seconda giornata di interrogatori per Lisa Bosia Mirra, la deputata socialista ticinese fermata giovedì al valico di San Pietro di Stabio per aver cercato di introdurre illegalmente in Svizzera quattro migranti minorenni. Verso le 17 è uscita dal Palazzo di giustizia ed è potuta tornare, come giovedì sera, a casa. Nessuna parola: a lei e al suo legale, l'avvocato Pascal Delprete, è stato imposto il silenzio stampa.

Nessuna parola, ma l'eco del fermo illustre arriva fino a Como, dove Bosia Mirra -presidente dell'associazione umanitaria Firdaus- operava sul campo e dove il suo gesto viene stigmatizzato [cfr. intervista al direttore della Caritas diocesana di Como, video sopra].

Sono 1400 i migranti nella sola provincia di Como, 400 bivaccano alla stazione, una quarantina i minori.

È stato riascoltato pure il 53enne svizzero che guidava il furgoncino con targhe bernesi con a bordo i quattro africani e per il quale invece era scattato il fermo. Oggi, venerdì, il Ministero pubblico ha deciso anche per lui la scarcerazione.

I due restano indagati per favoreggiamento all'entrata illegale. L'inchiesta, coordinata dalla procuratrice Margherita Lanzillo, dovrà tra le altre cose appurare se si sia trattato di un viaggio isolato o se vi siano dei precedenti.

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