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Audi gialla, "io non c’entro"

Un uomo, ritratto in una fotografia circolata sui media, dichiara di essere estraneo alla vicenda

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 gennaio 2016 - 19:52

Uno dei ricercati per la vicenda dell'Audi gialla – l'automobile targata Ticino rubata a MalpensaLink esterno con la quale un manipolo di balordi sta seminando panico nel nord-est italiano – si è presentato spontaneamente in questura a Torino per chiarire quello che ha definito "un errore".

L'uomo, un albanese di 32 anni, ha dichiarato nella notte fra sabato e domenica di essere innocente, aggiungendo che anche le altre due persone raffigurate su una fotografia mentre si trovavano ad una stazione di servizio e poi apparse in rete e sulla stampa sono estranee ai fatti.

Arrivato da Forlì, si è fatto accompagnare da un avvocato ed ha spiegato di conoscere anche le altre due persone: anche loro albanesi che, ha assicurato, oggi si trovano nel loro Paese; uno sarebbe anche detenuto. La sua storia è stata verificata e la sua innocenza confermata, ma l'uomo sarà comunque espulso: è risultato privo del permesso di soggiorno.

La vicenda dell'Audi sta peraltro innescando una vera e propria psicosi online, dove su Facebook, per esempio, è stato creato un gruppo ad hoc già seguito da quasi 9'000 persone, in cui si segnalano gli spostamenti del veicolo. Testimonianze perlopiù prive di fondamento.

RedMM

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