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Primi passi per il libero scambio con gli USA

Rob Portmann (destra) mostra a Joseph Deiss una foto di famiglia scattata sulle Alpi svizzere Keystone

Il ministro dell'economia Joseph Deiss annuncia da Washington i preliminari per un accordo di libero scambio tra Svizzera e USA.

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 luglio 2005 - 21:29

Tali accordi, di cui si comincerà a discutere in autunno, annullerebbero i dazi doganali (del 4,5%) sulle importazioni di prodotti finiti. Gli americani però dicono di non essere ancora pronti per impegni vincolanti.

Il consigliere federale Joseph Deiss, al termine di due giorni di «consultazioni», ha sottolineato che negli USA vi è stata «un'accoglienza molto positiva». Primo risultato concreto: esperti dei due paesi si incontreranno per valutare i pro e i contro di un'intesa a settembre o ottobre.

Il luogo dell'incontro non è ancora stato scelto, ma lo scopo è di decidere entro la fine dell'anno se i negoziati sono possibili, ha spiegato il capo del Dipartimento federale dell'economia dopo l'incontro con Robert Portman, delegato americano agli accordi commerciali.

«Non vogliamo dei lunghi negoziati, e questa volontà di non entrare in un processo che duri anni è condivisa anche dai nostri interlocutori», ha detto Deiss a swissinfo.

Ma l'ottimismo da parte della Svizzera è stato in parte mitigato dal portavoce di Robert Portman: «Gli Stati Uniti non sono ancora pronti per un impegno negoziale definitivo. Il Congresso e tutte le parti interessate devono prima essere consultati».

La questione agricola

Sul delicato dossier dell'agricoltura, Joseph Deiss ha sottolineato che i suoi interlocutori americani avevano posto delle condizioni. Tuttavia, Deiss ha anche specificato che l'agricoltura «non sarà una moneta di scambio».

Per i responsabili americani questo dossier è una priorità nei negoziati commerciali. «Siamo pronti ad includerlo nelle discussioni», ha risposto Deiss. «Ma abbiamo il diritto di mantenere un'agricoltura produttiva, anche se dal punto di vista economico non è competitiva sul mercato mondiale».

Sia la Svizzera che gli Usa hanno pure manifestato l'intenzione di discutere di organismi geneticamente modificati e di manzo prodotto con gli ormoni.

Se a trarre vantaggio dall'accordo di libero scambio sarebbero soprattutto le industrie orologiera, farmaceutica, chimica e i servizi, per cui si parla di un risparmio globale di 500 milioni di franchi l'anno, gli agricoltori svizzeri sarebbero invece i maggiori perdenti, non potendo competere con l'agricoltura estensiva dei colleghi statunitensi.

Dal canto loro, le associazioni di protezione dei consumatori temono che un accordo di libero scambio con gli Usa porterebbe nei piatti dei consumatori elvetici anche prodotti geneticamente modificati.

Per la «via rapida»

Se i due paesi decideranno di avviare negoziati, dovranno fare in fretta. Nel 2007 infatti scade la «via rapida», la misura accordata nel 2002 dal Congresso al presidente George W. Bush per negoziare accordi di questo tipo. I tempi stretti non spaventano comunque Deiss, che ha ricordato come l'accordo con la Corea del sud sia stato concluso in soli sei mesi.

A Washington, il consigliere federale ha incontrato anche responsabili del governo, membri del Congresso e rappresentanti del mondo economico. «Ovunque il principio di un approfondimento delle relazioni economiche tra i due paesi è stato ben accolto», ha detto.

Gli Stati Uniti sono il secondo partner commerciale per le esportazioni svizzere, dopo la Germania, è il principale destinatario degli investimenti diretti.


swissinfo e agenzie

In breve

Ad approfittare degli accordi di libero scambio tra Svizzera e USA sarebbero soprattutto le industrie elvetiche dell'orologeria, farmaceutica, chimica e dei servizi.

In svantaggio invece gli agricoltori elvetici. Gli Stati Uniti potrebbero importare sul mercato elvetico, cereali, mais e carne bovina, prodotti a costi molto inferiori di quelli prodotti in Svizzera.

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