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Piccole imprese e grandi innovazioni: le start-up svizzere

Braccialetti in grado di misurare di continuo la pressione arteriosa, wifi sottomarino per telecomandare dei droni, allevamento di mosche che eliminano i rifiuti organici, pannelli fotovoltaici ad altissimo rendimento: la creatività delle start-up svizzere non conosce limiti e le loro innovazioni stanno riscontrando un grande successo mondiale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 marzo 2021 - 14:58
Skizzomat (illustrazione)

La Svizzera figura da oltre dieci anni al primo rango del Global Innovation Index, l’indice mondiale dei Paesi più innovativi del mondo, pubblicato dall’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI).  

Finora le risorse per la ricerca e lo sviluppo di prodotti d’avanguardia erano concentrate presso le grandi imprese transnazionali – come Nestlé, Novartis, Roche, ABB, Givaudan o Swatch – e aziende di medie dimensioni che sono riuscite ad occupare importanti nicchie di mercato a livello mondiale. 

Da alcuni anni l’innovazione comincia però a fiorire anche nel settore delle start-up, ossia le piccole imprese che si contraddistinguono per un forte spirito di innovazione e un grande potenziale di crescita. Vi sono sempre più giovani che seguono questa via per sviluppare e commercializzare il frutto delle loro ricerche scientifiche o del loro ingegno tecnologico.  

Malgrado il loro successo, le start-up svizzere sono ancora poco sostenute dal mondo politico. La deputata zurighese Judith Bellaiche ha creato un gruppo parlamentare per promuovere le start-up e le piccole e medie imprese.

Inoltre, sono soprattutto uomini a lanciare una start-up. Gli stereotipi persistono e le donne fanno più fatica a conquistare la fiducia degli investitori.

Oggi vengono così create ogni anno circa 300 start-up, mentre nel primo decennio del 2000 se ne contavano ancora poche decine. I capitali investiti nelle start-up sono triplicati nel giro di pochi anni. Nel 2018 hanno superato per la prima volta la soglia di 1 miliardo di franchi e nel 2019 e 2020 qualla dei 2 miliardi.

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Nel 2019 la Svizzera figurava così al quinto rango tra i Paesi europei in cui si investe di più nelle start-up, dietro a Gran Bretagna, Francia, Germania e Svezia. Tuttavia, la crisi provocata dal coronavirus ha creato grande incertezza presso molti investitori.  

La maggior parte delle start-up non ha introiti nei primi anni di esistenza e finanzia le proprie attività grazie ai fondi e ai prestiti raccolti. Il governo svizzero ha così erogato 359 crediti per un importo di 98,7 milioni di franchi per sostenere le start-up che hanno problemi di liquidità a causa della crisi sanitaria.

Tra tradizione e innovazione

Oltre la metà di queste imprese innovative nascono nella regione di Zurigo e in quella del Lemano, in cui la presenza dei due Politecnici federali svolge un ruolo fondamentale per la ricerca e la messa a punto di applicazioni scientifiche e tecnologiche futuristiche.  

Molte giovani imprese approfittano delle conoscenze di punta acquisite nei grandi filoni svizzeri dell’innovazione, come l’industria farmaceutica, la microtecnologia o i servizi finanziari. Nel contempo, le start-up stanno contribuendo ad una rigenerazione di questi settori tradizionali, offrendo loro degli sbocchi verso nuovi mercati, ad esempio nelle biotech, medtech o cleantech.  

Non c'è quindi da stupirsi che, a fianco di banche con una storia centenaria, siano spuntate numerose giovani imprese fintech e che nuove soluzioni di microtecnologia stiano emergendo nelle vicinanze dell'industria orologiera tradizionale.

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Come si presenta il mondo delle start-up svizzere? Abbiamo ritratto alcune giovani aziende che si sono affermate negli ultimi anni con prodotti promettenti. 

Medtech: L'impresa di Neuchâtel Aktiia ha sviluppato il primo braccialetto in grado di misurare di continuo la pressione arteriosa. Un'innovazione che pone la Svizzera all'avanguardia in un mercato molto ambito dai giganti americani e asiatici della tecnologia.

Droni: La società Hydromea ha creato la prima rete di collegamenti wifi sottomarini. Il modem utilizza raggi luminosi per tramettere i dati e teleguidare i robot, senza cavi.

Agroalimentare: La start-up svizzera TicInsect utilizza le larve di mosca soldato per smaltire gli scarti organici e, allo stesso tempo, produrre mangimi, biocarburanti e fertilizzanti, senza sprecare materie prime.

Cleantech: L'Unione europea punta su Insolight per rilanciare la produzione di pannelli solari in Europa. La società vodese ha sviluppato una tecnologia fotovoltaica ad altissima efficienza, che apre nuove prospettive di fronte alla concorrenza asiatica.

Sempre nel campo delle innovazioni sostenibili, Bloom Biorenewables ha messo a punto una tecnologia che consente di valorizzare la biomassa e di farne un’alternativa al petrolio per la produzione di materiali.

Un'innovazione che illustra il potenziale delle tecnologie volte a ridurre l'inquinamento causato dalla plastica. Una start-up creata da due svizzeri vuole contribuire a ridurre il problema trasformando i rifiuti in abitazioni.

Tecnologie dell'informazione: ID Quantique ha sviluppato il cellulare più sicuro del mondo utilizzando i principi della meccanica quantistica. Un sistema di crittografia infallibile adottato da Samsung.

Finanza: Grazie alle loro spese ridotte e a soluzioni innovative, le banche digitali hanno il vento in poppa. La start-up zurighese Neon ha messo piede sul mercato bancario elvetico senza nemmeno aprire filiali o sportelli.

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