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Contro la ristrutturazione Sciopero in Alitalia, cancellato 60% dei voli

Sciopero Alitalia

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Uno sciopero dei piloti e degli assistenti di volo di Alitalia ha portato giovedì alla cancellazione del 60% dei voli della compagnia. Tra le 14 e le 18, l’agitazione ha coinvolto anche il personale di terra, ma i disagi sono stati contenuti e la maggior parte dei passeggeri è stata sistemata su voli alternativi. Settecento le persone che hanno sfilato lungo le hall deserte dell’aeroporto di Fiumicino: i dipendenti dell’ex compagnia di bandiera italiana protestano contro un piano di risanamento che dovrebbe evitarne il tracollo, ma che si prospetta doloroso.

Tre anni dopo l’ingresso di Etihad nel capitale, il crac è a un passo. Alitalia ha perso nel 2016 oltre 450 milioni di euro, ben più d’un milione al giorno, e per la quarta volta in otto anni avrà bisogno di nuovi capitali.

I guai cominciarono nel 2009, quando Air France KLM aveva intenzione di acquistare Alitalia. L’allora premier si mise di traverso: riteneva che la compagnia dovesse rimanere italiana. Subentrò così una cordata di patrioti, totalmente estranea però al mondo dell’aviazione.

Alitalia non è mai ridecollata, e così si cambia ancora rotta, puntando sui voli a lungo raggio –più redditizi- e riducendo i costi. Un piano industriale atteso a giorni per il quale già si parla di almeno un migliaio di posti di lavoro soppressi.

Serviranno, peraltro, nuovi capitali. Etihad non può superare il 49%: lo vietano le regole europee. Gli azionisti italiani sarebbero invece contrari. Rimane la prospettiva di una nuova partnership con una compagnia europea, forse Lufthansa.

tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 23.021.2017)

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